Progetto “Porte Aperte”: i primi risultati delle attività avviate da febbraio 2025
5 Settembre 2025 - Porteaperte, Progetto Porte Aperte
Da febbraio 2025 il progetto “Porte Aperte” è entrato nel vivo, con una serie di iniziative pensate per rendere più semplice e inclusivo l’ingresso a scuola degli alunni provenienti da Paesi terzi e per accompagnare le loro famiglie in questo delicato percorso.
Uno dei primi passi concreti è stato l’avvio di quattro percorsi di italiano L2, fondamentali non solo per comunicare nella vita quotidiana, ma anche per affrontare lo studio e sentirsi parte della classe. I corsi si sono svolti in scuole di diverso ordine e grado: dalla primaria dell’I.C.G. Oberdan di Terni e dell’I.C. di Magione, fino all’IPSEOASC Alberghiero G. De Carolis e all’ITT Allievi Sangallo, coinvolgendo bambini e ragazzi con storie e origini differenti, ma accomunati dal desiderio di costruirsi un futuro in Umbria.
Accanto alla formazione linguistica, sono stati attivati servizi pensati per offrire un sostegno più ampio e personalizzato. Il servizio di mediazione linguistico-culturale aiuta a superare barriere comunicative e culturali, facilitando il dialogo tra famiglie e scuole. Allo stesso tempo, il servizio di orientamento e accompagnamento individualizzato, attivo presso i Centri ISI di Perugia, Terni e Foligno, garantisce un supporto continuativo a famiglie e minori, con la possibilità – laddove necessario – di aprire sportelli direttamente negli istituti scolastici che presentano una maggiore complessità multiculturale e sociale.
Un’altra novità importante è la creazione di una piattaforma web che raccoglie materiali, esperienze e prodotti nati dal progetto, diventando così uno spazio vivo e sempre aggiornato. A questa si affianca una newsletter trimestrale, pensata per mantenere un filo diretto con scuole, operatori e famiglie, e per condividere buone pratiche e risultati raggiunti.
Grazie a queste attività, “Porte Aperte” sta ponendo le basi per un modello di accoglienza innovativo, che non si limita a gestire l’arrivo dei minori, ma costruisce percorsi di inclusione reale, capaci di intrecciare scuola, famiglie e comunità.