L’impegno di OIM nella prevenzione e nella lotta allo sfruttamento lavorativo: 100 cittadini e cittadine supportate tra maggio 2020 e aprile 2024

6 Novembre 2024 - Umbria Legale e Sicura

L’impegno di OIM nella prevenzione e nella lotta allo sfruttamento lavorativo: 100 cittadini e cittadine supportate tra maggio 2020 e aprile 2024

Negli ultimi 10 anni l’Italia ha assistito ad un significativo aumento dei casi di sfruttamento lavorativo e marginalizzazione dei lavoratori migranti, inclusi casi di lavoro forzato. Solo di qualche settimana fa il caso che racconta dell’ennesimo caso di sfruttamento del lavoro avvenuto a Trevi, nello specifico di tre operai extracomunitari impiegati nella lavorazione del legname. L’uomo è stato arrestato e multato per 18mila euro con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato.

L’ imprenditore è titolare di un’azienda di taglio, confezionamento e commercializzazione di legna destinata al mercato della grande distribuzione. In base alle indagini dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Perugia il 68enne garantiva paghe a due lavoratori di nazionalità pakistana e a uno di nazionalità senegalese palesemente difformi da quelle prevista dai contratti collettivi nazionali e sproporzionata rispetto al lavoro prestato. Rilevate anche irregolarità sull’orario di lavoro, condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro e degli alloggi in cui vivevano.

Un arresto che rafforza la battaglia al contrasto dello sfruttamento lavorativo ma che da solo non basta. Ecco perché è fondamentale ricordare che in queste situazioni, di concerto con l’azione dei carabinieri, intervengono associazioni, come l’OIM, che si impegnano nella prevenzione e nella lotta contro il fenomeno del caporalato e di qualsiasi altra forma di sfruttamento lavorativo.

Fondata nel 1951, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) è la principale organizzazione intergovernativa in ambito migratorio. L’Italia è uno dei paesi fondatori. I rapporti tra il governo italiano e l’Organizzazione sono regolati dall’accordo di sede, concluso a Roma il 23 giugno 1967, approvato ed eseguito con la legge n. 441 del 22/2/1968. In esso si definiscono le attività dell’Organizzazione in Italia e si garantisce il raggiungimento degli obiettivi comuni, in accordo con il mandato dell’OIM.

È importante ricordare che nel nostro paese il settore agricolo e quello della trasformazione alimentare, insieme all’edilizia, la ristorazione e il lavoro domestico, sono tra i settori economici maggiormente esposti ai rischi del lavoro irregolare. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla Federazione Lavoratori Agroindustria (FLAI), su 430.000 lavoratori irregolari impiegati nel settore agricolo, oltre 100.000 sono vittime di caporalato e di altre gravi forme di sfruttamento del lavoro, e in migliaia sono spesso costretti a vivere nei cosiddetti “ghetti”: baraccopoli e insediamenti informali privi di elettricità, acqua corrente e sistema fognario. Vivendo in condizioni di grande vulnerabilità e non avendo opportunità di integrazione alternativa a livello locale, i migranti cadono facilmente nella trappola di datori di lavoro e intermediari senza scrupoli che li costringono a forme di lavoro informale e sfruttamento (uniche forme di reddito).

In questo contesto, le priorità dell’OIM comprendono diversi interventi su tre principali linee strategiche: supporto tecnico e capacity-building delle istituzioni a livello nazionale e locale, impegno da parte di imprese e datori di lavoro contro le assunzioni irregolari e promozione di trattamenti lavorativi equi per i lavoratori stranieri, assistenza ai migranti a rischio di sfruttamento.

Tra maggio 2020 e aprile 2024, l’OIM ha supportato 1000 cittadini/e provenienti da Paesi Terzi in condizioni di sfruttamento lavorativo, 96% uomini e 4% donne. Il contesto di emersione è avvenuto nel 61% dei casi a seguito delle attività di vigilanza condotte dagli Ispettorati Territoriali del Lavoro durante le ispezioni e altre attività di indagine, il 38% è emerso nell’ambito dell’attività di outreach e sensibilizzazione condotta dai mediatori culturali e l’1% delle è frutto di segnalazioni pervenute all’OIM da enti terzi.

Riguardo alle azioni di tutela intraprese nei confronti delle vittime, l’OIM svolge due principali attività di supporto: da un lato l’accompagnamento alla denuncia nei confronti del datore di lavoro/caporale; dall’altro, laddove esistano i presupposti e la volontà della vittima, si procede con un referral ai meccanismi di tutela previsti dall’ordinamento giuridico italiano per le vittime di sfruttamento lavorativo.