Accoglienza e reinserimento socio-lavorativo sicuro: un caso
9 Gennaio 2025 - Umbria Legale e Sicura
È di qualche settimana fa la vicenda di una donna straniera che, grazie a quella che può essere chiamata una vera e propria rete di supporto, è stata accolta e avviata ad un percorso di reinserimento socio-lavorativo nel progetto Umbria Legale e Sicura.
Diversi gli attori che hanno collaborato affinché si avesse un esito positivo. Ad avviare il percorso di accoglienza un cittadino straniero che, dopo aver identificato come sua connazionale una donna senza lavoro e abitazione, che si è ritrovata a passare una notte in strada, a causa della perdita del lavoro da collaboratrice domestica, in circostanze che le équipe del progetto stanno verificando, l’ha accompagnata al Cidis di Perugia, del quale l’uomo era già un utente.
Un ruolo fondamentale nella vicenda lo ha rivestito la struttura di accoglienza in emergenza gestita dal partenariato Borgorete, che mette a disposizione un appartamento con più camere e che può arrivare ad ospitare un massimo di 18 persone per la durata del progetto, per una permanenza di 6 mesi per ciascuna persona.
L’accoglienza è aperta a persone che emergono da condizioni di lavoro irregolare e sfruttato e che temporaneamente non hanno un posto dove stare: l’ingresso nella struttura prevede la possibilità per ogni ospite di concretizzare un patto e un piano individuale con le équipe multidisciplinari territoriali, volto ad approcciare i diversi strumenti e risorse progettuali secondo le esigenze personali, ma soprattutto a lavorare con la rete territoriale per favorire un reinserimento socio-lavorativo sicuro.
Le persone accolte in struttura vivono in un regime di semiautonomia, assistite quotidianamente da un’équipe di operatori e operatrici, che garantiranno loro le necessità di vitto e alloggio, aiutandole nelle esigenze quotidiane.