José, musicista argentino a Perugia per amore

José è un giovane argentino che attualmente si trova a Perugia e che ha voluto condividere con noi la sua storia. Vengo da San Juan, una città del nord-ovest dell’Argentina. Sono artigiano e musicista. Studio musica dall’età di sei anni e quando ne avevo dieci ho deciso di proseguire concentrandomi quasi esclusivamente sulle percussioni. Fino...

José è un giovane argentino che attualmente si trova a Perugia e che ha voluto condividere con noi la sua storia.

Vengo da San Juan, una città del nord-ovest dell’Argentina. Sono artigiano e musicista. Studio musica dall’età di sei anni e quando ne avevo dieci ho deciso di proseguire concentrandomi quasi esclusivamente sulle percussioni. Fino all’età di diciotto anni ho frequentato il Conservatorio della mia città poi, proprio a partire da quegli anni, ho iniziato ad allontanarmi dal contesto accademico per avvicinarmi sempre più alla musica africana oltre che alle tecniche di costruzione di strumenti musicali provenienti da culture differenti.

Già dall’età di diciassette anni ho cominciato a viaggiare all’interno dell’Argentina per prendere parte a festival di percussioni dal mondo, ed è stato proprio a partire da queste prime esperienze che ho potuto iniziare a conoscere la musica africana e le sue varianti in America Latina grazie alle forme di espressione musicale dei gruppi culturali afrodiscendenti. Più mi avvicinavo musicalmente a queste sonorità e più mi sentivo attratto dall’intuitività che ne caratterizza l’apprendimento, che si basa sulla trasmissione orale da maestro ad allievo ed è, perciò, di tipo molto diverso da quello adottato nell’ambito del conservatorio.

É così che ho deciso di specializzarmi nella musica africana nord occidentale, alla quale mi dedico ormai da molti anni. Interpretare questa musica è diventato per me un potente mezzo di espressione personale, così come è potente l’espressività delle percussioni che suono.

Dopo un anno e mezzo passato viaggiando, mi trovo a Perugia dove sono arrivato per la prima volta nel luglio del 2019. Come mai sono venuto proprio in questa città? Sempre nel 2019 ho conosciuto una ragazza italiana, di Perugia, che era ospite a casa di un amico in Argentina. Qualche settimana dopo è venuta a trovarmi nella mia città. Ci siamo innamorati e da quel momento abbiamo deciso che ci saremmo incontrati di nuovo in Italia. Così, qualche mese più tardi sono arrivato in Umbria. La città di Perugia mi è subito piaciuta molto per la sua storia e per la natura che la circonda.

Ad ottobre del 2019, io e la mia compagna perugina siamo partiti insieme per la Guinea, dove siamo andati per studiare la musica e la cultura locali. Siamo rimasti per cinque mesi e proprio verso la fine del viaggio è iniziata l’attuale pandemia. La situazione si faceva sempre più complicata e, senza sapere ciò che sarebbe accaduto dopo, abbiamo deciso che lei sarebbe rientrata in Italia da sola, pensando che non saremmo rimasti lontani per più di qualche settimana. Da quel giorno sono trascorsi sette mesi prima del nostro ricongiungimento. Abbiamo dovuto lottare moltissimo per stare di nuovo insieme. Il problema era legato alla chiusura delle frontiere europee per i cittadini non residenti nell’area Schengen e alla chiusura degli aeroporti ma finalmente, con il Dpcm del 3 settembre è stato permesso il ricongiungimento delle coppie internazionali e così ci siamo potuti ritrovare. É stata un’esperienza difficilissima ma alla fine, dopo tanta sofferenza, ce l’abbiamo fatta e siamo insieme!

Adesso mi trovo a Perugia con la mia compagna ed entrambi desideriamo rimanere uniti. Così, per poter continuare a stare insieme in questi tempi così difficili abbiamo deciso di sposarci. Ci siamo messi in contatto con il Consolato argentino e con il Comune di Perugia per iniziare la procedura per il matrimonio e stiamo aspettando che ci facciano sapere la data del giorno in cui ci potremo sposare e da cui potremo iniziare a vivere la nostra relazione in libertà, senza limiti né frontiere.

Spero in futuro di poter trasmettere un po’ della mia arte e delle mie radici a questa terra che ha voluto accogliermi.

Grazie José, in bocca al lupo!

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