Il materiale multilingue di Il grande colibrì contro la violenza sulle donne

In queste settimane siamo per la maggior parte del tempo a casa: perché costretti, perché possiamo fare il nostro lavoro (o studiare) con il nostro pc, o per scelta, per non rischiare di mettere in pericolo sé stessi e gli altri, in particolare i nostri cari. Per alcuni, però, restare a casa non vuol dire...

violenza contro le donne

In queste settimane siamo per la maggior parte del tempo a casa: perché costretti, perché possiamo fare il nostro lavoro (o studiare) con il nostro pc, o per scelta, per non rischiare di mettere in pericolo sé stessi e gli altri, in particolare i nostri cari.

Per alcuni, però, restare a casa non vuol dire stare in un posto sicuro. Secondo i dati raccolti dall’agenzia D.I.Re dagli 80 centri antiviolenza italiani, ripresi insieme ad altre fonti in questo articolo del Post, se le restrizioni hanno portato ad una diminuzione della maggior parte dei reati lo stesso non si può dire per i casi di violenze e abusi domestici, che sono addirittura aumentati nonostante l’ovvia difficoltà per le maltrattate, rinchiuse in casa con i loro aguzzini, di poter segnalare la propria situazione .

Dal 2 marzo al 5 aprile sono state 2.867 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza (il 74,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2018); di queste, 806 (28%) non si erano mai rivolte prima ai centri antiviolenza. Dati allarmanti, che rivelano come la convivenza forzata e prolungata (e probabilmente i problemi lavorativi ed economici legati all’emergenza) abbia esacerbato situazioni di pericolo quotidiano, che in condizioni “normali” i centri antiviolenza e le case rifugio avrebbero potuto cercare di alleviare.

Non solo: la scarsità di risorse destinate a queste strutture, indispensabili per dare protezione a chi subisce violenza, si è confermata anche in questa situazione di emergenza generale,  costringendo spesso i centri a dover agire in completa autonomia.

Per questo pensiamo sia il caso di condividere il lavoro realizzato dall’Associazione Il Grande Colibrì, che ha messo a disposizione sul suo sito materiale informativo multilingue per parlare in modo semplice ma efficace di violenza, sfruttamento, e degli strumenti a disposizione per contrastarla.

 

 

  • numeri assistenza violenza sulle donne

    Se sei vittima o testimone di un episodio di violenza chiedi aiuto e chiama il 112, il 113, o il 1522 (Numero Anti Violenza e Stalking)

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