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Uno sguardo allo sviluppo del partenariato europeo verso il sud del mondo

Quale futuro per la cooperazione internazionale?   Lo scorso 03 novembre ha avuto luogo un seminario organizzato dall’Università per Stranieri di Perugia intitolato “Il partenariato internazionale dell’Unione Europea verso il sud del mondo”. Speaker dell’incontro la funzionaria europea, la dott.ssa Di Mauro, vice DG Africa presso la Commissione Europea – DG International Partnership (DG INTPA),...

Quale futuro per la cooperazione internazionale?

 

Lo scorso 03 novembre ha avuto luogo un seminario organizzato dall’Università per Stranieri di Perugia intitolato “Il partenariato internazionale dell’Unione Europea verso il sud del mondo”.

Speaker dell’incontro la funzionaria europea, la dott.ssa Di Mauro, vice DG Africa presso la Commissione Europea – DG International Partnership (DG INTPA), ex DG DEVCO.
Durante il suo intervento, Di Mauro ha presentato il cambiamento effettuato dalla direzione per la Cooperazione Interazionale dell’Unione Europea, ora chiamata Direzione Generale per la Partnership Internazionale.

Al fine di fornire una panoramica delle azioni della DG INTPA, Di Mauro ha poi presentato un breve excursus storico delle politiche dell’EU nei confronti dei Paesi terzi, dal trattato di Roma al trattato di Lisbona.

Particolare attenzione è stata rivolta alle politiche europee in funzione del raggiungimento degli SDGs – Sustainable Development Goals. In particolare Di Mauro si è soffermata sull’obiettivo di sviluppo sostenibile n.16, pace, giustizia e forti istituzioni.

A questo si ricollega l’ultima politica europea di sviluppo, the New European Consensus on Development, con al centro il nesso tra migrazione, sicurezza e cambiamento climatico. La policy si struttura su quelle che possono essere chiamate le 5P: People, Planet, Prosperity, Peace, Parternship.

All’interno dell’obiettivo di rafforzamento della pace è trattato il fenomeno delle migrazioni.

A ciascun obiettivo è poi attribuito, per importanza strategica, una percentuale sia in funzione dei finanziamenti allocati che in funzione delle azioni prospettate.

Andando a focalizzare l’attenzione sul tema della migrazione, a seguire è illustrato un approfondimento per mostrare il peso che il tema ha ricevuto all’interno dell’ultimo strumento finanziario per la cooperazione internazionale.

Per il periodo 2021-2027 la Commissione Europea ha allocato un budget totale di 79.5 bilioni, attraverso il programma: Global Europe – Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument (NDICI). Il bilancio ha visto un incremento del 12% rispetto la somma messa a disposizione per il precedente periodo.

All’interno di questo strumento, grande rilievo è stato dato al tema dell’inclusione sociale e dello sviluppo umano, circa il 20% del budget totale. Un ulteriore 10% del valore totale è stato stabilito per la gestione della governance della migrazione. All’interno di quest’ultimo, attenzione particolare è stata attribuita al controllo delle frontiere europee, al contrasto delle cause strutturali della migrazione irregolare, e al traffico di esseri umani.

Il programma multi-annuale ha recentemente visto la finalizzazione nella sua seconda versione definitiva, pubblicata nella seconda metà del 2021.

In conclusione la funzionaria europea ha poi focalizzato il suo intervento sullo scenario dell’Africa Occidentale, commentando la situazione sul posto e le azioni e le politiche Europee attive a livello locale. Sviluppo sostenibile, fairtrade, e rispetto dei diritti umani sono stati i punti centrali del commento.

L’evento è stato promosso con la partnership del Centro di studi d’area ASAFAL.

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