Una cultura della salute, per tutti. Gli appuntamenti del 3° Convegno nazionale della Società italiana di antropologia medica

Con un programma di appuntamenti che sono stati avviati il 25 settembre 2020 e la cui conclusione è prevista per la data del 19 febbraio 2021, il 3° Convegno nazionale della SIAM, la Società italiana di antropologia medica, coinvolge accademici ed esperti per approfondire, indagare e analizzare insieme tutti quegli aspetti antropologici che ruotano attorno...

antropologia medica

Con un programma di appuntamenti che sono stati avviati il 25 settembre 2020 e la cui conclusione è prevista per la data del 19 febbraio 2021, il 3° Convegno nazionale della SIAM, la Società italiana di antropologia medica, coinvolge accademici ed esperti per approfondire, indagare e analizzare insieme tutti quegli aspetti antropologici che ruotano attorno al tema della salute in riferimento all’attuale epoca di crisi pandemica.

“Quale salute e per chi al tempo della crisi?” è il titolo di questo 3° Convegno, il quale è stato organizzato dalla SIAM in collaborazione con Sapienza Università di Roma e con il patrocinio della Fondazione Angelo Celli per una cultura della salute, una importantissima realtà umbra con sede a Perugia, nata nel 1987 e presieduta, dal 1993 al 2017, da Tullio Seppilli, unanimemente riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come il principale esponente e il fondatore dell’antropologia medica in Italia.

Il programma del Convegno è organizzato in sette sezioni approfondite nell’ambito di nove incontri. Il sesto appuntamento ha avuto luogo il giorno 11 dicembre 2020 in modalità online, così come è stato previsto per tutte le date programmate, e la quarta sezione approfondita in questa fase è intitolata “Tecnologie e biosorveglianza: corpo, distanza, controllo”.

Strutturato sulla base di sette interventi da quindici minuti circa presentati nell’arco di approssimativamente due ore, l’appuntamento è stato coordinato da Gianfranca Ranisio ed Eugenio Zito.

Tenuto conto dei diversi e stimolanti interventi, risulta di interesse rivolgere particolare attenzione a quanto esposto dalla docente De Bernardo, la quale ha offerto un approfondimento riguardo alla questione legata agli effetti della pandemia in relazione all’esperienza dei cittadini stranieri presenti nel territorio italiano. Facendo riferimento ai dati etnografici raccolti presso un Dipartimento di prevenzione del Veneto, la docente ha portato alla luce delle problematiche emerse in fase di ricerca relative alla comunicazione con gli stranieri risultati positivi al covid-19 che, alla luce dei fatti, riflettono ciò che accade anche nel resto d’Italia e quindi anche in Umbria. Infatti, oltre all’esistenza di barriere linguistiche rispetto alla comprensibilità delle norme di gestione dell’isolamento e dell’igiene personale, oltre alle carenze igienico-sanitarie presenti in dimore abitate da nuclei familiari altamente numerosi e oltre ai disagi causati dalla paura di perdere il lavoro vissuti dalla popolazione straniera affetta dal virus, è emerso anche che vi è stata una totale assenza da parte di enti statali come l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) nell’intento di indagare tale realtà. Queste ricerche, per l’appunto, non sono mai state svolte.

Questo appuntamento del Convegno e l’intervento che ha evidenziato alcuni aspetti riguardanti le difficoltà vissute dagli stranieri presenti sul territorio e direttamente colpiti dall’attuale pandemia hanno permesso di portare luce su realtà trascurate e rispetto alle quali, a beneficio di tutta la comunità, si auspica verranno realizzati interventi equi e specifici per rimuovere le barriere esistenti.

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