“The Harvest”, un docu-musical per denunciare il caporalato

Il mercato agroalimentare nel nostro Paese vale quasi 250 miliardi di euro (circa il 16% del Pil), ed occupa circa 450 mila persone, per la maggior parte migranti: di questi, oltre 100 mila vivono in condizioni di semi schiavistiche, vittime del caporalato e delle pratiche dell’agro-mafia. Si parla insomma di una categoria composta per lo più...

Il mercato agroalimentare nel nostro Paese vale quasi 250 miliardi di euro (circa il 16% del Pil), ed occupa circa 450 mila persone, per la maggior parte migranti: di questi, oltre 100 mila vivono in condizioni di semi schiavistiche, vittime del caporalato e delle pratiche dell’agro-mafia. Si parla insomma di una categoria composta per lo più di stranieri, mal pagata, spesso caratterizzata da situazioni di sfruttamento economico e da negazione dei più elementari diritti.

Per la giornata di ieri, 21 maggio, è stata indetta una giornata di sciopero dei braccianti agricoli. E per questo oggi vogliamo parlare di un film finanziato “dal basso” che parla proprio di una di queste realtà.

Con “The Harvest” (Il Raccolto), di Andrea Paco Mariani, abbiamo la possibilità di conoscere la situazione dei braccianti dell’Agro pontino, vicino Latina. Nella zona vive una cospicua comunità sikh, circa 30 mila cittadini stranieri, per o più impiegati proprio nel settore agro-alimentare. Una comunità numerosa ma svantaggiata, che a causa delle barriere linguistiche spesso non conoscono i diritti basilari del lavoro i quali , comunque, ancora più spesso sono loro negati dai soprusi dei caporali.

In questo ambiente vivono i protagonisti del docu-musical: Gurwinder, indiano del Punjab, che da quando è arrivato in Italia lavora nelle serre dell’Agro Pontino e vive insieme alla comunità sikh del territorio; e Hardeep, indiana ma nata e cresciuta a Roma, mediatrice culturale.

Due vite che si incrociano e con punti di partenza simili, ma con traiettorie in definitiva molto diverse: se la storia di Hardeep la porta a distanziarsi dalla storia della sua famiglia (è ormai molto più italiana che indiana, come si intuisce dall’accento), quella di Gurwinder è rappresentativa di un vasto universo di sfruttamento, tra angherie, violenze, paghe appena sufficienti per la sopravvivenza e comunque in parte mandati alla famiglia in India, turni lavorativi di 12 ore nei campi sostenibili solo attraverso l’uso di metanfetamine.

Il tutto, raccontato in una forma più unica che rara: alle sequenze di vita vissuta proprie del documentario di inchiesta si intervallano scene musicali coreografiche e coloratissime degne del cinema Bollywoodiano. Quello che manca però è la gioia, estirpata a forza dalle vite di chi ogni giorno si sveglia per vivere una nuova giornata fatta delle privazioni su cui si basa il settore agricolo e la grande distribuzione.

Il film, dietro contributo libero, è disponibile per la visione , sul sito www.openddb.it/film/the-harvest/ 

locandina the harvest

Related Posts
Leave a Reply
Newsletter