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SPRAR Foligno, la parola al coordinatore

ll Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale, gli enti locali, con il supporto delle realtà del terzo settore, organizzano interventi...

ll Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale, gli enti locali, con il supporto delle realtà del terzo settore, organizzano interventi di “accoglienza integrata” attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.
Per saperne di più, Umbria Integra ha intervistato Alessandro Broccatelli, Coordinatore del progetto di accoglienza del Comune di Foligno per Cidis Onlus, che ci racconta cosa accade nell’universo SPRAR, il suo lavoro e la sua esperienza di coordinatore.

Cos’è lo SPRAR Foligno?
Lo SPRAR è un progetto che il Comune di Foligno ha attivato dal 2014, rivolto all’accoglienza dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria. È un progetto che qualifica l’accoglienza sul territorio, offrendo ai beneficiari un progetto d’accoglienza integrata attraverso strumenti finalizzati all’inclusione sociale. Cidis è capofila di una ATS con Arci Solidarietà Ora D’Aria e Caritas Diocesana Confraternita di SS Maria e Anna del Suffragio, che in qualità di soggetti gestori, accolgono nel proprie strutture d’accoglienza un totale di 39 beneficiari: uomini singoli, donne singole e famiglie.
Il progetto fornisce un servizio di accoglienza integrata, dove gli interventi materiali di base, come il vitto e l’alloggio, vengono prestati contestualmente a servizi volti al supporto di percorsi di inclusione sociale, funzionali alla (ri)conquista dell’autonomia individuale. I progetti di accoglienza che gestiamo, fondati sul riconoscimento dell’alterità, puntano sulla responsabilizzazione dei migranti. Per dare corpo a politiche di inclusione e coesione sociale, gestiamo una serie di servizi trasversali e complementari come: assistenza legale, mediazione linguistico-culturale, orientamento e accesso ai servizi del territorio, intermediazione abitativa, orientamento e inserimento lavorativo. Il progetto inoltre riconosce il ruolo fondamentale della conoscenza della lingua italiana da parte dei beneficiari e organizza un corso di lingua e percorsi di micro-lingua personalizzati funzionali a sostenere i colloqui di lavoro o colloqui di selezione per accedere a tirocini formativi, e a rapportarsi in genere con i servizi pubblici e privati.

In cosa consiste il tuo lavoro?
Sono il coordinatore del progetto SPRAR. La titolarità del progetto è del Comune di Foligno il quale, come ho già detto, per l’esecuzione e gestione dello stesso, si avvale di tre soggetti del terzo settore. Sostanzialmente collaboriamo con tre team di lavoro (uno per ogni soggetto gestore), il mio lavoro è di armonizzare le attività per garantire uniformità nelle procedure adottate. Inoltre ho il compito di coordinare i rapporti tra i soggetti gestori e l’amministrazione comunale, con l’organizzazione di riunioni periodiche di coordinamento, amministrazione comunale/soggetti dell’ATS/operatori di progetto. La mia attività di coordinamento prevede inoltre la gestione dei rapporti con il Servizio Centrale, che per conto del Ministero dell’Interno ha il compito di monitorare il progetto. È infatti presente una figura di riferimento e di supporto all’interno del Servizio Centrale, il tutor, con il quale il coordinatore si deve confrontare costantemente.

Incontri delle difficoltà nello svolgimento del tuo lavoro?
Per garantire l’erogazione di servizi di qualità, il progetto deve costruire e implementare una rete con soggetti pubblici e privati: istituzioni, amministrazioni, associazioni del terzo settore, comunità di migranti, parti sociali e cittadinanza, con i quali condividere e integrare azioni e attività. Devo dire che nella maggior parte dei casi abbiamo riscontrato apertura e interesse rispetto alle attività svolte dal progetto. Ma in alcune situazioni abbiamo incontrato difficoltà nel relazionarci con enti che erogano servizi pubblici e con soggetti privati. Un esempio possono essere le crescenti difficoltà nel trovare gli alloggi per beneficiari in uscita dal progetto. Quando ci si relaziona con agenzie immobiliari e proprietari di immobili si riscontra una maggiore resistenza e diffidenza. Anche nelle attività di coordinamento possono emergere delle criticità, considerato che ogni soggetto dell’ATS ha il suo approccio, il suo modo di gestire i progetti, e modalità organizzative. Per questo motivo abbiamo ristrutturato l’organigramma interno del progetto definendo con maggior puntualità ruoli e attività, ciò ha portato ad un miglioramento significativo delle interazioni tra gli operatori e ad una maggiore uniformità delle procedure seguite.

Informazioni sugli SPRAR in Umbria sono reperibili su http://www.rifugiati-anciumbria.it/

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