“Soul Makossa”: Manu Dibango tra jazz, soul e Duala

Si è spento ieri a 86 anni, a causa del Covid-19, Manu Dibango: sassofonista e compositore, è stato uno dei padri della musica africana moderna, della world music e dell’afro-jazz, e secondo alcuni anticipò anche la musica disco degli anni ’70. Nato nel 1933 e vissuto per i suoi primi anni a Douala, in Camerun, Dibango coltiva...

Si è spento ieri a 86 anni, a causa del Covid-19, Manu Dibango: sassofonista e compositore, è stato uno dei padri della musica africana moderna, della world music e dell’afro-jazz, e secondo alcuni anticipò anche la musica disco degli anni ’70.

Nato nel 1933 e vissuto per i suoi primi anni a Douala, in Camerun, Dibango coltiva fin dall’infanzia i primi contatti con la musica, in particolare il jazz: questa sua passione lo porterà a trasferirsi quando aveva 15 anni a Parigi, dove inizia a farsi un nome nella scena jazz parigina e francese, anche grazie alle molte collaborazioni con band (fu tra l’altro membro del gruppo rumba African Jazz) e musicisti di livello internazionale.

Musicista molto prolifico, nei suoi oltre cinquanta anni di carriera Dibango ha portato la sua musica in giro per il mondo e pubblicato oltre 70 album, contribuendo a rendere famoso l’afro-jazz  fuori dalla Francia grazie al suo stile particolare, che univa al jazz il soul e le sonorità africane, e testi soprattutto in inglese e in Duala, la lingua del Camerun che parlava sua madre e che lui aveva imparato da bambino.

Tra i suoi tantissimi successi è d’obbligo citarne uno, che consigliamo per la nostra rubrica di oggi. Si tratta di Soul Makossa, pezzo del 1972 e primo singolo di Dibango ad entrare nella “Top 100” statunitense nel 1973, dopo essere stato lanciato, quasi per caso, in un dance club di Brooklyn, il “The Loft”, ed essere stato molto apprezzato (e copiato, dato che il disco era quasi introvabile)

Soul Makossa tra le altre cose portò Dibango ad essere nominato ai Grammy e il suo ritornello (“Ma-mako, ma-ma-sa, mako-mako ssa”), fu campionato da moltissimi artisti per inserirlo nei loro pezzi: tra questi, Michael Jackson (in Wanna Be Startin’ Something, nel celeberrimo album Thriller), e più recentemente Rihanna, Kanye West e Jay-Z.

Curiosità: makossa“, in lingua Duala, vuol dire “io ballo”. Se vi piace il genere provate ad ascoltare la canzone e vedete se riuscite a resistere.

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