“Solo le montagne non si incontrano mai”. Storia di Murayo e dei suoi due padri

“Se mia figlia oggi ha un altro nome, se è stata cresciuta con una cultura diversa dalla nostra, seguendo un’altra religione, io lo accetto e lo rispetto” Qualche settimana fa abbiamo fatto una chiacchierata con Murayo, e del suo impegno come volontaria per il Servizio Civile allo Sportello Immigrati di Perugia, in via della Viola....

Solo le montagne non si incontrano mai. Storia di Murayo e dei suoi due padri articolo copertina

“Se mia figlia oggi ha un altro nome, se è stata cresciuta con una cultura diversa dalla nostra, seguendo un’altra religione, io lo accetto e lo rispetto”

Qualche settimana fa abbiamo fatto una chiacchierata con Murayo, e del suo impegno come volontaria per il Servizio Civile allo Sportello Immigrati di Perugia, in via della Viola. Abbiamo parlato del suo presente, dei suoi progetti e delle sue speranze, che inevitabilmente si intrecciano con un passato segnato dai colpi di scena.

Perché Murayo ha vissuto i primissimi anni della sua vita nella Somalia dei primi anni ‘90, devastato da una guerra civile che le forze di intervento delle nazioni Unite non sono riuscite ad arginare. Proprio la loro presenza ha permesso a Murayo, portata dal padre ad uno degli ospedali ONU, di sopravvivere ad una malattia. La bambina resterà con i militari per il resto della missione ONU in Somalia, per essere poi portata in Italia da un militare italiano, che diventerà il suo nuovo padre; il primo, il suo padre biologico, non è mai andato a riprenderla.

Perché quest’abbandono? Negligenza, fatalità, o che altro? Murayo scoprirà la verità solo diciotto anni dopo, grazie alla determinazione di un profugo somalo in Kenya, vecchie fotografie, una trasmissione televisiva, e l’impegno di Laura Boldrini, allora portavoce dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati.

Il libro, scritto in modo scorrevole e interessante dalla stessa Laura Boldrini, ripercorre i cambiamenti nella vita di Murayo dopo quella fatale puntata di Chi l’ha visto?, il ritorno nella sua terra natale per incontrare un padre visto solo in fotografia e una famiglia da troppo tempo distante. Ma attraverso questa storia dipinge anche il quadro e la storia di un intero Paese, e ci permette di conoscere meglio una realtà, quella dei campi profughi, poco conosciuta nonostante sia una parte integrante della storia dei Paesi del sud del mondo.

“Solo le montagne non si incontrano mai. Storia di Murayo e dei suoi due padri” è edito da Rizzoli, e si può trovare negli store online (in versione cartacea o in formato digitale) e in libreria. Il ricavato dalle vendite del libro è destinato al miglioramento delle condizioni di vita della famiglia biologica di Murayo, che ancora vive nel campo di Dadaab, il più grande campo profughi del pianeta.

 

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