Il Servizio Civile Nazionale, formidabile strumento di integrazione lavorativa

Frequentando gli uffici e le sedi delle principali realtà che si occupano di accoglienza dei migranti in Umbria, capita di accorgersi che è possibile incrociare storie di migrazioni da entrambe le parti della scrivania. Migranti sono quelli in accoglienza che per questo usufruiscono di laboratori, corsi e attività appositamente organizzate, ma migranti sono sempre più...

Frequentando gli uffici e le sedi delle principali realtà che si occupano di accoglienza dei migranti in Umbria, capita di accorgersi che è possibile incrociare storie di migrazioni da entrambe le parti della scrivania.

Migranti sono quelli in accoglienza che per questo usufruiscono di laboratori, corsi e attività appositamente organizzate, ma migranti sono sempre più spesso i volti che li accolgono. La risposta a questa particolare coincidenza sta nel Servizio Civile Nazionale, grazie al quale i migranti che si trovano a beneficiare di programmi di inserimento e integrazione decidono di mettersi al servizio di chiunque abbia le loro stesse necessità. Riconoscimento reciproco, coscienza di una comune condizione, stessi sogni e speranze, ma anche stessi problemi.

Nel servizio civile trovano una possibilità di reddito e una collocazione lavorativa, anche se temporanea, diversi migranti: chi viene dai Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas), anche detta ‘prima accoglienza’, richiedenti asilo tramite i progetti Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) o coloro che hanno superato il tempo di permanenza in quei progetti e sono alla ricerca di un futuro.

L’opportunità offerta dal Servizio Civile è resa nota ai ragazzi dalle realtà associative che operano nel settore dell’accoglienza, oppure è frutto del passaparola soprattutto per coloro che hanno frequentato la scuola dell’obbligo in Italia, con buoni risultati. Sono questi che hanno infatti le migliori possibilità di superare i colloqui e i test di ingresso previsti.

A Terni, i migranti coinvolti nel Servizio Civile Nazionale sono ormai una realtà consolidata. Ve ne sono in Arci, presso la Fondazione Aiutiamoli a Vivere e in Caritas. Non è però finita qui, diversi sono anche i migranti che, oltre al servizio civile, lavorano ormai stabilmente nel settore dell’accoglienza come operatori o mediatori linguistici.

Un risultato importante delle politiche di accoglienza: un’integrazione lavorativa che trasforma un bisogno sociale in un’occasione di riscatto, per sé e per gli altri.

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