Seikou, tra la sartoria e l’impegno per il suo Paese

Seikou è nato in Burkina Faso: ha 33 anni, è in Italia da 5. L’abbiamo incontrato per caso, mentre andava in prefettura a richiedere i documenti per far venire in Italia la sua famiglia. Sono arrivato in Italia il 4 agosto 2014, ma prima dell’Europa ho fatto il giro dell’Africa! A 16 anni, per colpa...

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Seikou è nato in Burkina Faso: ha 33 anni, è in Italia da 5. L’abbiamo incontrato per caso, mentre andava in prefettura a richiedere i documenti per far venire in Italia la sua famiglia.

Sono arrivato in Italia il 4 agosto 2014, ma prima dell’Europa ho fatto il giro dell’Africa! A 16 anni, per colpa di alcuni problemi con la mia famiglia e con il paese dove abitavo, sono andato Costa d’avorio, poi di nuovo in Burkina Faso, tre anni in Mali, dieci in Gambia. Poi è iniziato il viaggio verso l’Europa, prima in Senegal, dopo in Mali, Algeria, Libia, e alla fine la traversata del Mediterraneo.

Nel 2015, quando sono arrivato a Gubbio, mi hanno chiesto se volevo fare il sarto. Ho accettato subito: è la mia vita, e lo è stato per tanto tempo. Ho iniziato a studiare per il lavoro di sarto e a fare esperienza nel mestiere in Costa d’Avorio, 20 anni fa: sono cresciuto facendo con questo lavoro, ormai non mi serve neanche più prendere le misure per fare i vestiti, faccio a occhio!

La cosa più importante per me è il lavoro: se sei un bravo sarto devi sapere come avere a che fare con i clienti, e come collaborare con i colleghi. Sono abituato a lavorare con persone di tutti i tipi, anche oggi c’è gente che mi chiama, anche dal Mali, per dirmi che da quando sono partito sono rimasti senza un sarto di fiducia! È una cosa importante, vuol dire che ho fatto un buon lavoro e ho lasciato un buon ricordo.

Quando sono arrivato a Gubbio tutti mi hanno aiutato a costruirmi una vita: da solo non puoi fare niente. Per qualsiasi cosa io abbia bisogno, la gente c’è per me. Non posso che ringraziare tutti gli eugubini, sia quelli che conosco che quelli che non conosco. E mi trovo bene con loro, anche a livello lavorativo: sia con il capo, che con i colleghi, che mi vogliono bene. Non è scontato, con 10 persone nello stesso posto tutti i giorni: di solito, c’è sempre qualcuno a cui stai meno simpatico, e che devi lasciare perdere. La cosa buona è che Dio mi ha dato la capacità di stare bene con tutti. Come tutti mi posso arrabbiare, e a quel punto non ci vedo più! Ma è difficile riuscirci, anche grazie all’esperienza a lavoro: ho insegnato a tanti apprendisti nei miei anni in Africa, e ho imparato che se ti comporti bene con la gente, la gente si comporta bene con te. Nessuno è perfetto, ma se fai le cose giuste, o se sbagli provandoci, comunque le persone capiscono il tuo impegno.

Ora ho due sogni, uno legato al lavoro, l’altro alla mia famiglia. Il primo è diventare un sarto di altissimo livello, voglio diventare una “star” del settore. L’altro, è riuscire a far venire la mia famiglia qui a Gubbio. La mia famiglia è composta da mia moglie, due figli e un fratello adottivo: l’ho conosciuto quando lavoravo in Gambia, lui aveva solo 7 anni ed è stato con me in quel periodo. Speriamo di farlo venire almeno per qualche mese, poi vedremo. Invece per la mia famiglia non dovrebbe essere complicato, ma non so quanto ci vorrà. Ma far venire tutti qui è da sempre un mio sogno, da quando sono arrivato. L’ho promesso prima di partire, davanti a lei e alla sua famiglia. Quando sono arrivato non potevo fare la domanda per l’asilo politico, quindi mi sono impegnato per trovare un’occupazione. All’inizio avevo difficoltà con la lingua, non essendo andato a scuola. Ma dopo vari tentativi sono riuscito a trovare questo lavoro: mi hanno fatto prima un contratto per 2 mesi, poi per 4, poi per 6. Ora ho un contratto indeterminato e sono diventato socio della sartoria.

Oltre al lavoro faccio parte di un’associazione che si occupa di inviare aiuti in Burkina Faso, e cerco di dare una mano sfruttando quello che so fare meglio: ho riempito 80 scatoloni di magliette che saranno spediti alla mia gente. A volte penso che Dio mi abbia mandato qui a Gubbio proprio per aiutare i miei connazionali.

Sono musulmano, ma la religione non è importante, quello che conta è la persona che sei: tu sei la tua religione. Se ti comporti bene, allora riceverai solo del bene. Ho vissuto con persone di tutte le religioni, di tutti i tipi, ho sempre rispettato tutti, e tutti mi hanno rispettato.  Ho viaggiato in Africa, in Italia, sono andato anche a trovare il Papa con alcune mie conoscenze molto religiose. Ho fatto esperienze di tutti i tipi nella mia vita: se e quando finirà il mio lavoro in sartoria, avrò abbastanza materiale per scrivere un libro!

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