“Radici”, un podcast contro i pregiudizi

In un dibattito pubblico sempre più polarizzato e sensibile ai toni forti e alle forzature concettuali va sempre più approfondendosi la tendenza a vedere l’immigrato attraverso degli archetipi tra loro mutualmente esclusivi: come una risorsa, per i settori produttivi nazionali affamati di manodopera a basso costo; come una minaccia, vuoi per i lavoratori autoctoni, vuoi...

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In un dibattito pubblico sempre più polarizzato e sensibile ai toni forti e alle forzature concettuali va sempre più approfondendosi la tendenza a vedere l’immigrato attraverso degli archetipi tra loro mutualmente esclusivi:

  • come una risorsa, per i settori produttivi nazionali affamati di manodopera a basso costo;
  • come una minaccia, vuoi per i lavoratori autoctoni, vuoi per l’ordine pubblico, vuoi per la sicurezza delle “nostre donne” (sic!);
  • in alcuni ambienti, come destinatario di misure di aiuto di tipo emergenziale, utili ma che non forniscono prospettive per il futuro.

Cosa manca a questi punti di vista? Incredibilmente, tutte tendono a dimenticare che quando si parla di immigrati si parla soprattutto di persone, con le loro esperienze, le loro speranze, insomma le loro storie.

È su queste piccole grandi storie che si concentra l’attenzione della giornalista Cristina Giudici, che dopo l’esperienza accumulata durante la redazione del suo libro Mare Monstrum, Mare Nostrum sull’immigrazione clandestina ha iniziato poco più di un anno fa il progetto “Radici“, un podcast per raccontare in sei puntate il variegato mondo dell’immigrazione in Italia.

E c’è tanto da raccontare: dagli stereotipi sull’Africa e sugli africani, all’accoglienza degli stranieri nelle sue dinamiche virtuose e non, alla loro integrazione nel nostro Paese, alle seconde generazioni in cerca della propria identità e del riconoscimento da parte della società, fino alla situazione normativa attuale e a come tutto è cambiato con il nuovo Decreto Sicurezza.

Tutto attraverso la voce di chi ha vissuto o ancora vive il fenomeno migratorio tanto dall’esterno, come l’ufficiale di stanza a Lampedusa durante il periodo “caldo” degli sbarchi, quanto dall’interno come protagonista principale del viaggio dal proprio Paese all’Italia e poi verso l’integrazione: testimonianze riportate senza filtri, con la giornalista a fare semplicemente da moderatrice, intervistatrice e narratrice, per raccontare queste realtà in modo moderno e libero da sovrastrutture.

 

Potete ascoltare Radici su storielibere.fm,

con Spotify o con le applicazioni per ascoltare podcast da smartphone

 

Da quanto di buono è stato fatto con Radici è nato Nuove Radici, per raccontare anche in forma scritta l’integrazione senza pregiudizi

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