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Presentazione della 31a edizione Dossier Statistico Immigrazione

Nella giornata di ieri è stato presentato il Dossier Statistico Immigrazione, il rapporto socio-statistico sulle migrazioni in Italia curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. Insieme agli enti pubblici e privati che hanno contribuito all’opera, anche studiosi e esperti hanno...

Nella giornata di ieri è stato presentato il Dossier Statistico Immigrazione, il rapporto socio-statistico sulle migrazioni in Italia curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”.

Insieme agli enti pubblici e privati che hanno contribuito all’opera, anche studiosi e esperti hanno fornito diverse analisi settoriali inerenti al fenomeno.

Il dossier rappresenta l’opera per eccellenza di riferimento per gli enti operanti nel settore della migrazione, ed è giunto alla 31a edizione.

La presentazione, avvenuta in contemporanea nella stessa giornata e a livello nazionale, si è tenuta per il territorio Umbro con una conferenza stampa curata da ANCI presso il Palazzo della Provincia, con la partecipazione di esponenti della Regione Umbria.

La presentazione ha fornito dati generali sul fenomeno migratorio a livello globale, europeo e italiano, alla luce dell’evento che più ha caratterizzato i trend dello scorso anno: la pandemia Covid-19.

Lo scenario pandemico e le relative misure messe in atto dalle istituzioni per il contenimento del virus, quali le chiusure delle frontiere e la limitazione alla mobilità, hanno fatto emergere nuove vulnerabilità all’interno dei flussi migratori. Dalle statistiche generali il dato assoluto che emerge per l’anno 2021 è la vulnerabilità della donna migrante, nello specifico la donna migrante lavoratrice.

A livello di trend globali, nonostante la pandemia, il volume di flussi migratori si è mantenuto in crescita; il totale dei migranti interazionali ha raggiunto la soglia di 281 milioni, 9 milioni in più rispetto al 2019, superando la crescita media del quadriennio precedente. Circa la metà di questi, il 48% è rappresentato da donne migranti.

La chiusura delle frontiere e le conseguenti restrizioni all’accesso hanno penalizzato soprattutto i profughi, con la registrazione di una diminuzione dei migranti forzati e richiedenti asilo sotto la soglia inizialmente anticipatamente dall’ONU per il 2020, con un calo registrato di 1,5 milioni, per un totale di 4.1 milioni.

Rispetto il trend totale della mobilità internazionale emerge che la maggioranza è composta da migranti economici, i quali ammontavano a circa 169 milioni nel 2019, secondo i dati dell’Ilo. Altra percentuale significante è data dai nuovi migranti climatici, i così detti sfollati ambientali, che nel 2020 hanno raggiunto un nuovo record di 30.7 milioni, di gran lunga superiori al numero di sfollati per guerre e violenze (9.8 milioni).

Nel trend delle migrazioni europee i migranti comunitari continuano a rappresentare la maggioranza, 36.5 milioni contro i 22 milioni dei migranti non comunitari. Per numero di residenti stranieri nel proprio territorio l’Italia si colloca al quarto posto, dietro a Germania, Spagna e Francia, con una percentuale in linea con la media europea – 5 milioni di residenti stranieri per circa l’8.4% della popolazione totale.

Passando allo scenario italiano, un altro dato caratteristico che emerge per la prima volta nell’anno 2020 è un calo nelle nascite da genitori stranieri, con una diminuzione registrata del 5.6%. A questo si somma un incremento delle morti di stranieri del 25.5% rispetto l’anno precedente. Un altro fattore che ha contribuito al calo della popolazione straniera residente in Italia, soprattutto a livello non comunitario, è stato il calo registrato dai permessi di soggiorno “a termine” diminuiti di 189.000 unità per il 2020.

La pandemia ha inoltre contribuito ad acuire le disuguaglianze e la povertà, riflettendosi in un aumento della percentuale di lavoratori migranti inattivi (16%). I migranti appaiono i più penalizzati, il tasso di occupazione degli stranieri ha subito un calo di oltre 6 volte rispetto a quello degli italiani, scendendo per la prima volta al di sotto di quest’ultimo.

Si conferma anche a livello italiano il trend che vede come sottogruppo più penalizzato le donne straniere lavoratrici, penalizzate sia rispetto la loro controparte maschile sia rispetto alle donne italiane.

Al fine di rendere accessibile il rapporto a livello europeo e globale, quest’anno per la prima volta parte del dossier è stato pubblicato anche in lingua inglese.

Per leggere il resto: link.

 

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