“Oasi e deserti”: il Festival delle Letterature Migranti 2020

A causa dell’emergenza sanitaria legata al covid-19 e con l’obiettivo di  garantire il distanziamento sociale e permettere la fruizione in remoto degli eventi, quella del 2020 del Festival delle Letterature Migranti in programma dal 21 al 25 ottobre a Palermo sarà un’edizione ibrida, solo parzialmente virtuale, con eventi dal vivo, eventi con collegamenti in streaming...

A causa dell’emergenza sanitaria legata al covid-19 e con l’obiettivo di  garantire il distanziamento sociale e permettere la fruizione in remoto degli eventi, quella del 2020 del Festival delle Letterature Migranti in programma dal 21 al 25 ottobre a Palermo sarà un’edizione ibrida, solo parzialmente virtuale, con eventi dal vivo, eventi con collegamenti in streaming e altri contenuti digitali inediti consultabili dal sito. Un Festival, per usare le parole degli organizzatori, che è stato “reinventato daccapo, ma nello stesso tempo fortemente riconoscibile, con diversi ‘spazi’ (fisici e virtuali) di incontro e partecipazione, autonomi e interconnessi”.

Sul sito del Festival  è possibile assistere a tutti gli eventi, sia quelli solo online che quelli anche in presenza.

Questi gli incontri esclusivamente in streaming, dal programma completo:

Giovedì 22 ottobre
Ore 09:00 Incontro con Gabriella D’Agostino,
Il paradigma della mobilità nelle esperienze migratorie“.
Una riflessione sulla migrazione attraverso il ‘paradigma della mobilità’ che, combinandosi con l’approccio etnografico multisituato, consente di tenere al centro della riflessione le persone, le loro esperienze, le reti formali e informali entro cui si collocano, la loro capacità di immaginare il futuro.

Ore 11:00
Periferie urbane tra oasi e deserti: migranti nuovi nomadi della contemporaneità, con Francesco Lo Piccolo e Fabio Lo Verde.
Nuove modalità di abitare le città da parte dei migranti, nuovi nomadi della contemporaneità. Le diverse forme dell’abitare e le difficoltà ad avere riconosciuto il ‘diritto alla città’ da parte dei migranti si incrocia con la assenza di adeguate politiche urbane, o di politiche urbane che si rivelano – anche involontariamente – discriminatorie.

 

Venerdì 23 Ottobre
Ore 10:00  Incontro con Giusto Picone, Hostis. Esuli, profughi, migranti nell’antichità greco-latina e nella contemporaneità.
L’intervento si propone di analizzare in chiave comparatistica le modalità di rappresentazione dello straniero e dei fenomeni migratori nell’antichità greco-latina e nella contemporaneità. Saranno anche esaminate per sommi
capi alcune tematiche connesse a questa problematica (identità; cittadinanza; autoctonia ed eteroctonia; diritti umani; miti di fondazione) e la loro incidenza nel dibattito odierno.

Ore 11:00
Incontro con Igiaba Scego, La linea del colore, (Bompiani)
con Domenica Perrone e Claudia Carmina
Quanti di noi scendendo oggi da un treno a Roma Termini ricordano i Cinquecento cui è dedicata la piazza antistante la stazione? È il febbraio del 1887 quando in Italia giunge la notizia: a Dògali, in Eritrea, cinquecento soldati  italiani sono stati uccisi dalle truppe etiopi che cercano di
contrastarne le mire coloniali. Igiaba Scego scrive in queste pagine un romanzo di formazione dalle tonalità ottocentesche nel quale innesta vivide schegge di testimonianza sul presente, e ci racconta di un mondo nel quale
almeno sulla carta tutti erano liberi di viaggiare: perché fare memoria della storia è sempre il primo passo verso il futuro che vogliamo costruire.

Ore 15:00
Incontro con Carlo Greppi, La storia ci salverà. Una dichiarazione d’amore, (Utet) con Patrizia Sardina
La dichiarazione di amore per la storia di Carlo Greppi parte dalla passione giovanile per i pirati e i ribelli: personaggi come Robin Hood, William Wallace, Don Chisciotte e Lawrence d’Arabia. E si snoda attraverso un percorso che dalla rivolta di Spartaco arriva al crollo del Muro di Berlino, dalle Storie di Erodoto ci porta alla guerra civile spagnola, dalla vita di Gesù giunge fino all’attacco terroristico delle Torri Gemelle. Un percorso non solo indietro nel tempo, ma dritto verso il cuore che pulsa al centro del nostro bisogno, desiderio, ossessione di fare storia.
ll passato è presente nelle parole che usiamo, nei luoghi che conosciamo o scopriamo, nei paesaggi che guardiamo, nelle frontiere che attraversiamo, nei nostri simili a cui ci ispiriamo. Il passato parla in noi, parla attraverso
di noi, cavalca i nostri pensieri.

Ore 15:40
Incontro con Giorgio Fontana, Prima di noi, (Sellerio) con
Davide Camarrone
Una famiglia del Nord Italia, tra l’inizio di un secolo e l’avvento di un altro. La metamorfosi continua della specie, che nasce contadina, diventa proletaria e poi borghese, e poi chissà. L’esodo e la deriva, dalla montagna alla pianura, dal borgo alla periferia, dalla provincia alla metropoli. Quattro generazioni, dal 1917 al 2012, dal Friuli rurale alla Milano contemporanea, dalle guerre mondiali alla ricostruzione alla globalizzazione, dal lavoro nei
campi alle scrivanie delle multinazionali. Romanzo storico e corale, vasto ritratto narrativo del Novecento italiano, forse il primo di uno scrittore sotto i quarant’anni, il racconto dei Sartori affronta il fardello di un’eredità che
sembra andata in malora.

Ore 16:20
Incontro con Kader Abdolah, Il sentiero delle babbucce gialle, (Iperborea) con Claudia Carmina
Sultan Farahangi, famoso cineasta iraniano rifugiato in una fattoria della campagna olandese, si immerge nei ricordi per riannodare i fili della sua avventurosa esistenza e raccontarla in una catena di storie seguendo le
orme di Sherazade. Un viaggio nella memoria che come d’incanto ci trasporta nell’antica città di Arak, divisa fra tradizioni secolari e la forzata modernizzazione a stelle e strisce con cui lo scià, nel secondo dopoguerra, importa la gomma da masticare e il seducente mondo del cinema. Kader Abdolah rievoca l’antica Persia e i mutamenti che l’hanno travolta in un romanzo di formazione che è in realtà un viaggio interiore alla ricerca di sé, delle proprie radici di uomo e di artista

 

Sabato 24 Ottobre
Ore 10:20 Incontro con Luca Mercalli, Salire in montagna, (Einaudi)
con Aldo Schiavello
La montagna è una delle vie da percorrere per sfuggire al riscaldamento globale. Insieme alle tecnologie sostenibili, all’efficienza energetica e a una vita piú contemplativa e meno competitiva. Mercalli affronta, con questo libro molto personale, il tema del riscaldamento climatico attraverso una narrazione in prima persona che racconta la propria esperienza del «salire in montagna»: il tentativo di persuadere della necessità di un cambiamento della nostra esistenza, attraverso una vicenda esemplare

Ore 13:20
Lectio di Antonio Di Grado su L’Oasi di Leda Rafanelli
(Corsiero Editore)
Leda Rafanelli: figura pressoché ignorata della nostra letteratura e meritevole di attenzione per l’estrosa, indocile e coraggiosa qualità della sua scrittura e della sua vita. Anarchica, femminista, seguace del Sufismo islamico, scrisse negli anni Venti del secolo scorso un romanzo, L’oasi, che è un’esaltazione dei beduini del deserto e un’aspra denuncia – insolita in quei tempi, e tanto più nell’Italia fascista – del colonialismo europeo.

Ore 14:00
Incontro con Francesco Foti, Alexandria Ocasio Cortez, La giovane favolosa, (People), con Fausto Melluso
Il 6 novembre 2018, Alexandria Ocasio-Cortez viene eletta alla House of Representatives per il 14° Distretto di New York. È la più giovane donna mai eletta al Congresso degli Stati Uniti. Questa è la storia di una ragazza del
Bronx, costretta dalle sue vicende familiari a lavorare 18 ore al giorno come cameriera, che diventa nel giro di pochi mesi uno degli astri nascenti della politica d’oltreoceano. Attraverso una meticolosa ricerca tra i suoi discorsi
pubblici, i suoi tweet, i suoi interventi in Aula, le sue interviste e apparizioni televisive, Francesco Foti racconta la storia, le campagne, le idee, lo stile e il linguaggio di una delle figure politiche più in vista del panorama statunitense e mondiale.

Ore 14:40
Incontro con Marco Aime, Pensare altrimenti. Antropologia in 10 parole (add editore),con Ignazio Buttitta
Un viaggio nel mondo dell’antropologia attraverso dieci parole – essere, convivere, comunicare, dove e quando, crescere, specchiarsi, rappresentarsi, donare, credere, nutrirsi –, per avvicinarsi a una disciplina che può aiutarci a interpretare il rimescolamento sempre più rapido della realtà cui stiamo assistendo e comprendere meglio ciò che accade nelle nostre città, strade e vite.

Ore 15:20
Tavola rotonda con Andrea Colamedici, Maura Gancitano e Simone Regazzoni, Filosofia come arte di vivere
Pensiamo la filosofia come discorso teorico slegato dalle problematiche concrete della vita e dal nostro corpo. In origine non era così. La filosofia nasce come “cura di sé”, come arte della vita nell’unità di mente e corpo in una palestra a nord ovest di Atene ad opera di un lottatore di nome Aristocle, ma che tutti chiamavano “Platone” per l’ampiezza della sue spalle. È tempo di recuperare lo spirito originario della filosofia, di tornare alla “palestra di
Platone” per praticare una filosofia in cui il corpo vivente del filosofo sia messo in gioco come spazio di conoscenza e esperienza del modo.

 

Domenica 25 Ottobre
Ore 10:15 Incontro con Domenico Quirico, Morte di un ragazzo italiano, (Neri Pozza) con Cristoforo Spinella
Il 23 aprile 2015 Barack Obama, in qualità di presidente e Commander in Chief degli Stati Uniti d’America, annuncia al mondo intero l’uccisione di Giovanni Lo Porto, il giovane cooperante italiano, per opera di un drone statunitense sul confine tra Afghanistan e Pakistan. Il giorno dopo il ministro degli esteri italiano illustra le presunte circostanze di quell’assassinio a un’aula del Parlamento completamente vuota. Qualche anno dopo la magistratura italiana dispone l’archiviazione delle indagini sulle reali cause del decesso di Lo Porto per assenza di collaborazione da parte delle autorità americane. In queste struggenti pagine Domenico Quirico alza la voce contro l’ingiustizia di questa morte e chiede la punizione del Colpevole.

Ore 13:00 
Incontro con Dror Mishani, Tre, (Edizioni e/o) con Moshe
Ben Simon
Una donna, insegnante di liceo sulla quarantina, cerca un po’ di conforto, dopo che il marito ha abbandonato lei e suo figlio. Tramite un sito internet per divorziati conosce Ghil, piacente avvocato, e intreccia con lui una relazione. Un’altra donna, una badante lettone immigrata in Israele, cerca una casa e anche un segno da parte di Dio, che le dica se è sulla buona strada. Anche lei, come la prima donna, fa conoscenza di Ghil, a cui si rivolge per una consulenza sul permesso di soggiorno. Una terza donna cerca  qualcosa di completamente diverso. Si chiama Ella ed è la giovane madre di tre bambine piccole alla ricerca di una fuga dalla soffocante realtà domestica. Incontra Ghil in un bar. Tutte e tre trovano lo stesso uomo. Sono molte le cose che non sanno di lui, poiché l’uomo non dice la verità. Ma anche lui non sa tutto di loro.

Ore 13:40
Incontro con Ruska Jorjoliani, Tre vivi tre morti, (Voland), con Davide Camarrone
Modesto e Aurora sono sposati, fanno gli insegnanti, hanno ognuno un amante, in un’Italia alle soglie del boom economico. Si sono conosciuti  subito dopo la guerra, quando Aurora, come molte altre italiane, ha avuto
modo di esprimere il suo voto per la prima volta. l lettore ripercorre la vita di Modesto andando indietro nel tempo, a quando aveva un padre, uno zio, a quando faceva il  paracadutista, era in Russia sotto le bombe, possedeva
una scimmia… Un romanzo familiare, storico, dalle venature noir, che
fonde le vicende personali dei protagonisti con quelle della Storia, costruendo un grande affresco della prima metà del ’900 italiano.

Ore 14:20
Incontro con Daniela Padoan, Niente di questo mondo ci risulta indifferente, (Edizioni interno 4) con Clelia Bartoli
“Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. Niente di questo mondo ci risulta indifferente”. Così scrive papa Francesco nell’incipit dell’enciclica Laudato si’. È il filo che segna un percorso di assunzione di responsabilità verso la casa comune, dove ogni pianta, ogni animale, ogni persona, ogni tramonto e specchio d’acqua hanno importanza, nella bellezza ferita del pianeta e nella necessità di una pratica di giustizia e di uguaglianza. Giustizia, uguaglianza, libertà, fratellanza, sorellanza, mitezza: parole  usurate, “scartate” a cui è necessario restituire una funzione politica, perché
non esiste giustizia ambientale senza giustizia sociale, e lo stato del pianeta, corroso da crisi rovinose, è il risultato di scelte politiche, economiche e finanziarie criminali. Rispondendo alla richiesta dell’enciclica, l’associazione
Laudato si’ ha promosso un tavolo di lavoro formato da attivisti, studiosi, rappresentanti dell’associazionismo e dei movimenti, credenti e non credenti, che hanno deciso di confrontarsi, scambiare esperienze e collaborare alla stesura di un documento programmatico che provasse
a dare attuazione concreta ai principi dell’ecologia integrale.

Ore 15:00
Incontro con Veit Heinichen, Borderless, (Edizioni e/o) con Michele Cometa
Xenia Ylenia Zannier ha perso i genitori appena nata, entrambi sono morti durante il terremoto che ha devastato il Friuli nel 1976. È stata adottata dalla zia materna e dal marito, che avevano già un figlio di dieci anni, Floriano, da subito affezionato alla bambina che lo considererà sempre l’amatissimo fratello maggiore. Nel 1990 Floriano, nel frattempo entrato nella guardia di finanza a Trieste, viene processato e ingiustamente accusato di tentato omicidio e tre giorni dopo l’udienza si impicca in cella. Veit Heinichen parte della sua Trieste per esplorare il crimine di tutta Europa, un thriller politico di ampio respiro, senza confini, come il crimine del nostro tempo.

Ore 15:40
Incontro con Giulio Guidorizzi, Enea lo straniero, (Einaudi) con Giusto Picone
Enea in questi tempi lo definiremmo un migrante, un profugo. Come molti che oggi raggiungono le coste europee scappa da una guerra, quella di Troia; costretto a lasciarsi alle spalle la propria casa e la donna che ama, portandosi
in spalle il vecchio padre Anchise e tenendo per mano il figlio Ascanio. Insieme ad altri uomini e donne, che come lui hanno perso quasi tutto, si mette in mare senza una meta, senza un porto sicuro a cui approdare; con la sola certezza di dover fuggire per sopravvivere. La storia di Enea è la storia di un lungo viaggio attraverso il Mediterraneo e della dolorosa sorte che tocca a chi scappa dalle avversità e dagli orrori. È la storia senza tempo di un eroe che dopo tanto peregrinare trova una nuova terra da poter chiamare casa. È la storia delle radici di Roma e delle nostre.

Ore 16:20 
Incontro con Sahar Mustafah, La tua bellezza, (marcos y
marcos) con Chiara Natoli
Un attentatore americano bianco irrompe in un liceo femminile islamico. Il suo odio è cieco. Afaf è la direttrice del liceo e si prepara ad affrontarlo. Nel tempo sospeso di una terribile attesa, richiama a sé il coraggio di una vita:
dalla fuga da casa della sorella, che ha diviso la famiglia, alla scelta di essere musulmana; tutta la fatica di farsi accettare in un mondo occidentale pieno di pregiudizi. Con la sua dignità, la sua bellezza. E un velo intorno alla testa. Due storie parallele. Afaf, che cresce confusa, e trova in Allah molte risposte. L’attentatore, cresciuto senza affetti, imbevuto di un odio che è una forma di dolore, in un ambiente dove procurarsi armi letali è troppo facile. I loro destini si incrociano in una scuola islamica, dove ragazze innocenti scontano un vuoto di civiltà che sta a noi correggere.

Ore 17:00
Incontro con Oliver Van Beemen, Heineken in Africa,
(add Editore) con Davide Puca
L’Africa è considerata il nuovo paradiso dell’industria della birra e Heineken, da oltre sessant’anni, ne è la regina incontrastata. La multinazionale olandese dispone di oltre quaranta birrifici distribuiti in sedici Paesi e sostiene che la sua presenza favorisca lo sviluppo economico del continente. Ma è vero? Lentamente, ma con costanza, in diversi Paesi africani sta emergendo una classe media urbana che, per la gioia dei produttori, trae buona parte del suo nuovo status sociale dal consumo di birra chiara. Come ha influito Heineken sulle economie e sulle società locali, e quali considerazioni fare quando si produce birra in tempo di guerra o in un regime dittatoriale?

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