Mamme migranti e lavoro: è partito il progetto MUMS AT WORK

Il mercato del lavoro in Italia, quando si parla di lavoratrici, è da sempre caratterizzato da una certa asfissicità, anche maggiore a parità di condizioni rispetto a quella degli uomini. Dati precendenti la pandemia dicevano che, in Italia, solo metà delle donne in età lavorativa aveva un’occupazione, e i dati dicono che con il Covid...

mums at work

Il mercato del lavoro in Italia, quando si parla di lavoratrici, è da sempre caratterizzato da una certa asfissicità, anche maggiore a parità di condizioni rispetto a quella degli uomini. Dati precendenti la pandemia dicevano che, in Italia, solo metà delle donne in età lavorativa aveva un’occupazione, e i dati dicono che con il Covid la situazione sia pure peggiorata.

Quando l’aspirante lavoratrice è anche madre e straniera la situazione diventa anche più complessa: bassa scolarizzazione o scarsa specializzazione, poca conoscenza del mercato del lavoro italiano e delle sue dinamiche, barriere linguistiche e culturali e, nella maggior parte dei casi, la cura esclusiva della famiglia possono tendere a tagliar fuori un’intera categoria dalle possibilità di lavoro nel nostro Paese.

Il progetto MUMS AT WORK – Enhancing social integration and employability of migrant mothers punta, attraverso un supporto su misura, a superare questi ostacoli e migliorare l’integrazione sociale e l’occupabilità delle madri migranti, in particolare di madri cittadine di Paesi terzi tra i 25 e i 45 anni.

Le organizzazioni coinvolte prevedono di realizzare questo obiettivo grazie a diverse azioni, prima di tutto di ricerca e metodo:

  • sullo stato attuale del mercato del lavoro per le madri migranti;
  • sulle loro esigenze lavorative;
  • sviluppando strategie per raggiungere potenziali beneficiarie e partner locali;

e attività pratiche, tra le quali:

  • sessioni di consulenza e orientamento al lavoro individuale e di gruppo;
  • servizio di babysitting;
  • workshop;
  • work experience per le donne coinvolte, accompagnate nel percorso individuale dai tutor delle associazioni.

In Umbria sarà CIDIS a portare avanti le attività previste dal progetto, che ha una dimensione europea coinvolgendo organizzazioni da Germania (Pro Arbeit, capofila del progetto), Francia (Solution), Cipro (Synthesis), Spagna (ABD), Belgio (ENoMW) e Olanda (Vital Aid).

Il progetto ha una durata biennale, e presto inizierà la fase di ricerca delle potenziali beneficiarie.

Per qualsiasi informazione si può visitare la pagina sul sito di CIDIS o contattare la dott.ssa Annagrazia Faraca, responsabile del progetto per CIDIS –  afaraca@cidisonlus.org

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