“LINCS”, il progetto che studia come apprendono i migranti

Il progetto LINCS  (Language Integration and New Communities in a Multicultural Society) ha l’obiettivo di studiare come apprendono la lingua i migranti, Italiano in Italia e Inglese in Irlanda. La ricerca è frutto dalla collaborazione della National University of Ireland  (Galway) e Tamat ONG (Italia) con lo staff composto da Andrea Ciribuco, ricercatore della NUI...

Il progetto LINCS  (Language Integration and New Communities in a Multicultural Society) ha l’obiettivo di studiare come apprendono la lingua i migranti, Italiano in Italia e Inglese in Irlanda. La ricerca è frutto dalla collaborazione della National University of Ireland  (Galway) e Tamat ONG (Italia) con lo staff composto da Andrea Ciribuco, ricercatore della NUI Galway, Anne O’Connor supervisore accademico della stessa università e Patrizia Spada di Tamat ONG, in qualità di supervisore delle attività sul campo.

Come viene appresa e utilizzata la lingua nel paese di accoglienza? Questa la domanda cui LINCS cerca di rispondere. Soprattutto quando si parla di opportunità lavorative, infatti, la lingua del posto acquisisce un ruolo chiave per i migranti. La sua padronanza è essenziale non solo per migliorare la propria posizione sociale e professionale ma anche per favorire momenti di incontro ed espressione culturale. In particolare, la ricerca si focalizza sull’apprendimento della lingua come metodo di adattamento e sulla coesistenza con le altre lingue parlate dei migranti.

Finanziato da Irish Research Council con Marie Skłodowska-Curie Actions della Commissione Europea, nell’ambito del programma CAROLINE , il progetto si sviluppa in due location: Perugia e Galway, da esplorare in 3 anni (2017-2020). Tra le attività di LINCS, lo studio dell’insegnamento della lingua all’interno del progetto di Tamat  Urbagri4Women e la ricerca del ruolo che il processo di apprendimento nei paesi di arrivo (e di origine) gioca nella ricerca di lavoro e nella socializzazione in una nuova comunità ospitante.

Il progetto si focalizzerà anche sulle iniziative locali di integrazione che implementano attività artistico-culturali come teatro, scrittura creativa, danza, videomaking. Il focus in questo caso privilegerà l’aspetto espressivo, vale a dire: come la nuova lingua permetta di interfacciarsi con la cultura locale e rielaborare la propria esperienza a contatto con il pubblico. La ricerca approfondirà anche il tema della coesistenza di diverse culture, con particolare attenzione all’aspetto linguistico e alle potenzialità che esso offre. Tale attività si svolgerà sia in modo indipendente che all’ interno del festival UmbriaMiCo.

 

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