La mediazione culturale e il ruolo del mediatore, nelle Linee Guida del progetto FOR.ME.

I numeri ci raccontano che l’Umbria è una delle Regioni a maggior presenza di cittadini stranieri. Può sembrare superfluo dirlo, ma nella categoria rientrano individui con background anche molto diversi: si va da chi è cresciuto in questo Paese, a chi è venuto in Italia più in là negli anni e si è costruito una...

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I numeri ci raccontano che l’Umbria è una delle Regioni a maggior presenza di cittadini stranieri. Può sembrare superfluo dirlo, ma nella categoria rientrano individui con background anche molto diversi: si va da chi è cresciuto in questo Paese, a chi è venuto in Italia più in là negli anni e si è costruito una vita qui, ai migranti, siano essi i cosiddetti “migranti economici”,  richiedenti asilo o protezione internazionale.

Un grande numero di categorie e circostanze, che richiedono percorsi differenti per andare incontro ad esigenze molto diverse, e quindi facilitare i rispettivi percorsi di integrazione ed inclusione. Il problema, come sempre quando si parla di situazioni e pratiche complesse, è quello di avere un quadro organico ed organizzato a cui poter fare riferimento.

Per questo Cidis Onlus, partner del progetto FOR.ME-Formazione e Mediazione in Prefettura, ha realizzato le Linee Guida per l’utilizzo della mediazione culturale e linguistica all’interno della Prefettura.

La mediazione culturale e linguistica è uno strumento utile per tutti gli attori coinvolti che consente di conoscere i bisogni espressi dalla popolazione migrante, ma anche di orientare e supportare gli operatori dei Servizi pubblici nella risposta a tali bisogni favorendo le pari opportunità, l’accesso e la fruizione dei servizi pubblici da parte dei cittadini stranieri.

Secondo gli autori il ruolo fondamentale in questo contesto è quello del mediatore culturale-linguistico, figura di supporto per gli uffici amministrativi e figura di collegamento tra questi e gli utenti, in particolar modo i soggetti che rientrano in categorie vulnerabili, per colmare distanze culturali e barriere linguistiche ed assicurare una comunicazione corretta tra tutti i soggetti coinvolti:

La mediazione culturale-linguistica consente ai cittadini di comunicare e
dialogare in uno “spazio condiviso” che garantisca giustizia sociale, tuteli la
diversità, rafforzi la democrazia.

Un “terzo imparziale”, che coadiuva l’amministrazione ma non ne è dipendente, che non ha vincoli con gli utenti se non quelli professionali: un soggetto neutrale, il cui compito è da un lato quello di costruire un clima di fiducia reciproca, dall’altro di rendere l’utente autonomo nel suo interfacciarsi con l’operatore pubblico.

Qui il link per consultare le linee guida

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