La casa di Liu

Oggi hanno inizio le celebrazioni del capodanno cinese, una delle più importanti e maggiormente sentite festività tradizionali cinesi, che celebra l’inizio del nuovo anno lunare. Per l’occasione abbiamo intervistato Alessandro Valentini e Chang Liu, una coppia italo-cinese molto conosciuta a Terni per “La casa di Liu”, un intimo take-away di cucina tradizionale cinese, un vero...

Oggi hanno inizio le celebrazioni del capodanno cinese, una delle più importanti e maggiormente sentite festività tradizionali cinesi, che celebra l’inizio del nuovo anno lunare. Per l’occasione abbiamo intervistato Alessandro Valentini e Chang Liu, una coppia italo-cinese molto conosciuta a Terni per “La casa di Liu”, un intimo take-away di cucina tradizionale cinese, un vero e proprio luogo d’incontro fra sapori e profumi della cucina orientale e la passione italiana per la qualità e la freschezza degli ingredienti. Andiamo a scoprire insieme a loro come è nato questo piccolo ma promettente progetto imprenditoriale Made in Umbria.

 

Che cos’è la Casa di Liu?

 “La Casa di Liu nasce come una rosticceria/take-away nella quale i clienti hanno la possibilità di degustare alcuni dei principali piatti della cucina cinese tradizionale, in particolare del Liaoning, grande provincia situata nel Nord-Est della Cina nonché terra natale di Chang. La principale particolarità del nostro locale è quella di non servire cibi precotti o surgelati ma sempre cucinati con ingredienti freschi. In sostanza serviamo ai nostri clienti gli stessi piatti che prepareremmo loro se fossero ospiti a casa nostra.”

 

Come è nato questo progetto?

 “Era l’autunno del 2014. Da poco rientrati dalla nostra esperienza di vita cinese in cui ci eravamo conosciuti e infine sposati, ci ritrovavamo spesso a ragionare sulla possibilità di sviluppare un’attività attraverso la quale, nel nostro piccolo, far conoscere agli italiani la bontà della cucina cinese tradizionale, così diversa da quella che solitamente si può trovare in Italia. I nostri rispettivi impieghi lavorativi e i vari accadimenti della vita hanno fatto sì che il progetto si concretizzasse soltanto 4 anni più tardi. Anni per la verità molto utili per capire quello che realmente volevamo fare e come realizzarlo. Fin dal principio le linee guida nell’implementazione del progetto sono state anzitutto la qualità dell’offerta come elemento imprescindibile, poi la conduzione familiare e infine l’assoluta gestibilità sia in termini finanziari che meramente pratici. In relazione a quest’ultimo aspetto non volevamo che l’esperienza diventasse totalizzante rispetto alle nostre vite di tutti i giorni. Volevamo crescere ma a ritmi per noi sostenibili. Da qui la scelta di un take-away piuttosto che di un classico ristorante la cui gestione, essendo allora alle prime armi, reputammo troppo impegnativa. Oggi a distanza di tre anni dall’apertura siamo arrivati a lavorare quasi esclusivamente su prenotazione trasformandoci via via in una sorta di home cooking d’asporto.

 

 Cosa vi piace del vostro lavoro?

 “Anzitutto proprio il fatto che sia il nostro lavoro. L’aver realizzato un qualcosa che, per fortuna, si è rivelata un’idea vincente, senza alcuna esperienza pregressa, grazie soltanto allo studio e l’impegno quotidiano, è motivo di grande orgoglio. Particolarmente gratificante poi, è il rapporto quasi amicale che si è venuto a creare, nel tempo, con i clienti più affezionati.”

 

Come vi trovate a Terni?

 “Ci troviamo molto bene. Dopo gli anni trascorsi nella caotica Pechino, qui abbiamo riscoperto ritmi di vita, diciamo così, più “umani”. I dintorni poi sono splendidi e la vicinanza con Roma, la città di Alessandro, dove ci sono alcuni dei nostri amici più cari, gioca ulteriormente a suo favore.”

 

A Terni i ristoranti cinesi sono molto standardizzati, invece il vostro è un concept totalmente diverso. Come siete visti dalla comunità cinese?

“Pensiamo bene. Seppur caratterizzati da una generale riservatezza, i rapporti sono improntati alla cordialità e al massimo rispetto reciproco, anche con i proprietari dei vari ristoranti cinesi della città. Da un punto di vista strettamente commerciale, infatti, non si può parlare di una vera concorrenza diretta: noi siamo un take-away loro dei ristoranti, noi facciamo cucina per lo più del nord della Cina loro prevalentemente cantonese o comunque del sud. C’è, evidentemente, spazio per tutti e per tutti i gusti!”

 

Qual è il piatto del vostro menù più amato dai vostri clienti?

“Ce ne sono più di uno per la verità. I primi che ci vengono in mente sono in ordine sparso: ravioli, pollo gongbao, xianbing, maiale agrodolce allo zenzero e l’involtino primavera che a differenza di quelli classici cantonesi piccoli e fritti, sono delle specie di kebab ripieni di carne e verdura, deliziosi! Questi piatti rappresentano sicuramente il core business della nostra attività, ma ce ne sono tanti altri per i quali i clienti dimostrano sempre grande apprezzamento.”

 

 Oggi cominciano i festeggiamenti del capodanno Cinese, qual è il piatto tipico di questa occasione?

 “Al di là delle specialità regionali, i ravioli (Jiaozi) sono il piatto principale di questa festività, con il ripieno che può variare a seconda dei gusti individuali o delle tradizioni delle singole provincie. Quello che non manca mai sulla tavola delle famiglie cinesi durante il capodanno lunare poi, sono gli agrumi e i mandarini in particolare, che con la loro forma tondeggiante rimandano ad un’idea di prosperità, pienezza ed abbondanza. Un altro piatto tipico sono poi gli imprescindibili Baozi, i deliziosi panini al vapore ripieni di carne o verdure. Passando al dolce abbiamo gli squisiti Niangao che in Italia sono conosciuti come gnocchi di riso e i Tangyuan le cosiddette polpette dolci anch’esse fatte con riso.”

 

Cari Chang e Alessandro, grazie per il vostro racconto e dato che oggi inizia il capodanno cinese, cogliamo l’occasione per augurarvi un Felice Anno Nuovo!

 Xīn Nián Kuài Lè! 新年快乐!

Leave a Reply