“Joy”, tratta di esseri umani e prostituzione secondo Netflix

Abbiamo già parlato prima di tratta di esseri umani, nel nostro incontro con le associazioni partner del progetto Freelife e della campagna regionale Esci dall’ombra, due degli sforzi che la società civile ha portato e sta portando avanti ogni giorno per combattere una realtà troppo diffusa. Una realtà diffusa ma, come abbiamo già detto, troppo...

joy film locandina

Abbiamo già parlato prima di tratta di esseri umani, nel nostro incontro con le associazioni partner del progetto Freelife e della campagna regionale Esci dall’ombra, due degli sforzi che la società civile ha portato e sta portando avanti ogni giorno per combattere una realtà troppo diffusa.

Una realtà diffusa ma, come abbiamo già detto, troppo spesso ignorata nelle sue complessità e difficoltà, specie nella sua fenomenologia più conosciuta e visibile, quella dello sfruttamento sessuale di (soprattutto) giovani donne immigrate.

Questo “voltarsi dall’altra parte” generale si rispecchia, inevitabilmente, nella narrazione del fenomeno della tratta nei libri e al cinema. Anche per questo “JOY”, girato a Vienna da Sudabeh Mortezai e prodotto dal colosso americano Netflix, è una di quelle pellicole che vale la pena vedere: non solo per il valore artistico della pellicola, ma soprattutto per lo spaccato di realtà del mondo che viviamo ogni giorno che i suoi 99 minuti riescono a mostrarci, nel modo più duro e veritiero possibile, a tratti più simile ad un documentario sulla tratta che ad una storia di fantasia.

Il film infatti non è biografico, ma segue le storie di due donne, Precious e Joy, accomunate dalle loro origini nigeriane, ma divise dal loro presente: se Precious, appena arrivata in Europa con ben altre aspettative (come è sempre il caso), viene iniziata alla prostituzione tra le strade di Vienna, Joy è invece vicina ad estinguere il debito contratto per arrivare in Europa. Si muovono nello stesso mondo, insieme sommerso e visibile a tutti, ma le situazioni sono completamente diverse: sono sì colleghe, ma “in un gioco dove vige la legge del più forte”, dove nessuno può fidarsi di nessuno, soprattutto per chi sta cercando di uscirne, che sia ripagando il debito o denunciando la “madam” che tiene tutti in pugno.

Il film è recitato per lo più in inglese e tedesco, con sottotitoli in italiano: ma non fatevi spaventare da quest’aspetto tecnico e, se potete, guardate con attenzione questo film: si può capire molto del mondo che ci circonda, e dell’inferno che la tratta riserva a chi ha la sfortuna di restarne intrappolato.

 

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