Il mediatore interculturale e la pandemia: una chiacchierata con Alessandro Lardani

“Lavoro in questo ambito dal 2003 e ho operato sul territorio dell’orvietano, con tutto quello che è stato il fenomeno di immigrazione nei suoi sviluppi dagli anni 2000 ad oggi – racconta l’operatore, che ci spiega di possedere una formazione giurisprudenziale, con specializzazione in diritto dell’immigrazione. L’aspetto legale si è rivelato utile ad Alessandro nel...

“Lavoro in questo ambito dal 2003 e ho operato sul territorio dell’orvietano, con tutto quello che è stato il fenomeno di immigrazione nei suoi sviluppi dagli anni 2000 ad oggi – racconta l’operatore, che ci spiega di possedere una formazione giurisprudenziale, con specializzazione in diritto dell’immigrazione.
L’aspetto legale si è rivelato utile ad Alessandro nel suo lavoro di mediatore interculturale: “il mio è stato anche un lavoro basato su questo con gli stranieri, un discorso di disbrigo pratiche legato all’immigrazione, rinnovi ricongiungimenti, cittadinanze, ma anche mediazione con gli enti pubblici questura prefettura relative alla normativa; situazioni di ricorsi meno come operatore di sportello, ma chiarimenti e diatribe relative all’accettazione o meno di pratiche di accettazione di status di cittadini stranieri”.
Tra gli aspetti più spinosi seguiti di Alessandro nello sportello di consulenza dell’orvietano con la Cooperativa Quadrifoglio, la sanatoria 2002 con tutto quello che è seguito negli anni, diverse regolarizzazioni, cambiamenti di normativa dal Governo Berlusconi e successive modifiche, specialmente sulla cittadinanza e sui ricongiungimenti riformati nel 2009, fino all’ultima emersione di lavoro irregolare che c’è stata nel 2020. Un processo in evoluzione continua, segnato anche dal cambiamento avvenuto con la digitalizzazione delle procedure.
“Prima era tutto cartaceo – spiega l’operatore – ultimamente c’è stata una riforma delle modalità di presentazione delle domande e gli utenti hanno bisogno di un ulteriore apporto, supporto e orientamento. Tutti elementi che abbiamo cercato di mantenere anche durante la pandemia. Con le difficoltà della pandemia, si è acuito il problema dell’accesso ai servizi, abbiamo dovuto ricorrere anche noi alla modalità di sportello da remoto che ha penalizzato il rapporto personale con l’utente, il rapporto umano di empatia e di ascolto, e ha reso più difficile il problem solving delle specifiche situazioni.”.
Oltre a queste difficoltà, Alessandro ci racconta le difficoltà riscontrate anche nella continuità dell’esistenza e del mantenimento del Servizio di Sportello Immigrazione: “All’inizio le convenzioni di progetti di gestione dello sportello duravano 3 anni, poi due, poi un anno, poi siamo stati costretti a chiusure a singhiozzo per il cambio di competenza dei dirigenti e dei Comuni capofila, e il Servizio è stato temporaneamente sospeso! Ma quando c’è stata continuità e giusta ubicazione, abbiamo avuto numeri molto importanti. Specie tra il 2010 e il 2020, con numero in crescita, servendo anche l’Alto Lazio e la bassa Toscana”.
Insomma, le difficoltà per un mediatore interculturale non mancano, e senza dubbio la pandemia e la mancanza di continuità e la diminuzione delle ore di apertura al Pubblico hanno non hanno reso il lavoro più semplice! In ogni caso, come ci ricorda Alessandro Lardani alla fine della nostra chiacchierata, “un ringraziamento va espresso ad Aris e alla Cooperativa il Quadrifoglio per aver assicurato nel tempo quella stabilità del Servizio che ha permesso di accogliere e si aiutare tanti cittadini stranieri con le loro istanze e di sostenere i tanti loro bisogni per un vero percorso di integrazione nel nostro Paese”.

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