Freddy Tropical. L’alimentari internazionale di Freddy, nigeriano rifugiato a Perugia

Nel quartiere perugino di Ponte San Giovanni, in via Manzoni, è sorto da poco più di qualche settimana un nuovo alimentari internazionale. Si tratta del ‘Freddy Tropical’, un’attività aperta agli inizi del mese di febbraio 2021, avviata dal proprietario Freddy, un giovane proveniente dalla Nigeria e residente a Perugia ormai da quasi cinque anni che...

via manzoni

Nel quartiere perugino di Ponte San Giovanni, in via Manzoni, è sorto da poco più di qualche settimana un nuovo alimentari internazionale. Si tratta del ‘Freddy Tropical’, un’attività aperta agli inizi del mese di febbraio 2021, avviata dal proprietario Freddy, un giovane proveniente dalla Nigeria e residente a Perugia ormai da quasi cinque anni che ha voluto condividere la sua storia.

Il mio nome è Freddy, ho 34 anni e vengo dalla Nigeria. Nel 2015 ho dovuto prendere la decisione di lasciare il mio Paese e, così, da solo ho intrapreso un lungo viaggio via terra che mi ha portato fino in Libia. Una volta arrivato al nord del continente africano, sulle coste meridionali del Mar Mediterraneo, ho dovuto lavorare molto duramente per circa nove mesi, il tempo necessario a guadagnare abbastanza per poter pagare il viaggio in mare che mi avrebbe portato in Italia. Quando quel giorno è arrivato, ormai nel 2016, sono salito su una piccola imbarcazione insieme a tante altre persone ed alcuni connazionali conosciuti in Libia. Il mare era mosso e la traversata notturna è durata circa 18 ore.

Al mio arrivo in Italia, sono sbarcato in Sicilia e nella città di Trapani sono stato accolto da alcune associazioni e organizzazioni del luogo, insieme ad altre persone che avevano viaggiato con me, per un periodo di due settimane. Passata questa prima fase, i membri delle associazioni che ci avevano ricevuti e ospitati ci hanno fatto salire su di un autobus diretto in Umbria. É stato così che sono arrivato a Perugia, città nella quale ho scelto di tornare anche dopo aver trascorso alcuni mesi in un centro a Gubbio. La mia casa, qui a Perugia, è stata la residenza per persone rifugiate che si trova nel quartiere di Ponte Felcino, gestita dalla Cooperativa Sociale Perusia.

Dopo circa due anni, però, una volta ottenuti i documenti necessari al mio soggiorno in Italia, mi sono impegnato per trovare la mia indipendenza e autonomia. Così, ho iniziato a lavorare come corriere e a gestirmi da solo per quanto riguarda l’affitto di una abitazione a mie spese. All’inizio non è stato facile, ma con il tempo sono riuscito a costruire qualcosa di mio.

In quanto titolare di protezione internazionale ha potuto accedere a vari progetti portati avanti da associazioni del territorio per puntare all’integrazione e all’autonomia degli stranieri che hanno scelto di vivere nella nostra Regione, ad esempio il progetto Scelgo l’Umbria (nato dal parteneriato Cidis Onlus CSCCredito senza Confini) e Capitale Rifugiato (tra i partner anche Arci Umbria):

Dopo essere risultato vincitore di un bando per persone rifugiate, ho ricevuto dei finanziamenti grazie ai quali ho potuto aprire il mio alimentari Freddy Tropical. Il periodo che attraversiamo adesso è difficile a causa della pandemia e le persone non escono molto a comprare, però sono molto felice di aver avuto questa possibilità! Sto pensando di trasferirmi a Ponte San Giovanni per vivere più vicino alla mia nuova attività e sto anche già sognando di poterla ingrandire nel futuro.

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