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A Foligno ‘Giocando s’impara’ , il laboratorio per mamme e bimbi

Nel progetto di prima accoglienza CAS di Foligno, sono ospitati ventidue beneficiari tra i quali quattro mamme con figli di età compresa tra i due e due anni e mezzo. In un contesto nuovo, dove si deve imparare a padroneggiare una nuova lingua e una nuova comunicazione in generale, diventa fondamentale attuare nuove strategie per...

Nel progetto di prima accoglienza CAS di Foligno, sono ospitati ventidue beneficiari tra i quali quattro mamme con figli di età compresa tra i due e due anni e mezzo. In un contesto nuovo, dove si deve imparare a padroneggiare una nuova lingua e una nuova comunicazione in generale, diventa fondamentale attuare nuove strategie per favorirne l’apprendimento.

L’educazione informale vede molteplici forme di apprendimento mediante l’esperienza risultante dalle attività della vita quotidiana legate al lavoro, alla famiglia, al tempo libero. L’apprendimento informale non è organizzato o strutturato e non conduce alla certificazione. Il laboratorio ‘Giocando s’impara’ vuole proprio essere un’occasione di scambio e apprendimento, per preparare mamme e bimbi alla vita scolastica che a settembre inizierà a pieno ritmo.

Perché un laboratorio?

L’idea nasce dall’esigenza di creare uno spazio di apprendimento informale per i bambini del progetto e anche per le mamme. Un luogo di gioco dove possano sperimentarsi e imparare l’Italiano in previsione dell’inizio della scuola.

La scuola dell’infanzia, infatti,  rappresenta il primo luogo in cui i bambini si confrontano con sé stessi attraverso il contatto con gli altri, con le regole e con la socialità. Per poter affrontare in maniera costruttiva questo momento di incontro con il mondo esterno, il laboratorio propone attività che portino i bambini ad imparare a conoscere e ad apprezzare la propria unicità riconoscendo l’immenso valore delle diversità del gruppo. La lingua in questo percorso è un elemento essenziale che aiuterà i bambini a creare momenti di espressione, di ascolto e di cooperazione.

La lingua è un potente strumento che ci permette di definire la nostra personalità di relazionarci con gli altri. Durante il laboratorio, il gioco è il mezzo attraverso il quale si incoraggiano i bambini ad apprendere in un contesto e un clima stimolante e creativo, proponendo attività che aiuteranno i bambini/e a sviluppare capacità cognitive importanti per affrontare l’inserimento nel mondo della scuola.

La presenza della madre, che parteciperà attivamente ed insieme al proprio figlio alle attività proposte, è di fondamentale importanza. L’insegnante guiderà i piccoli al riconoscimento delle forme e dei colori non solo con gli occhi ma anche con le mani o i polpastrelli delle dita, al coordinamento del movimento delle mani e degli occhi, al riconoscimento e alla memorizzazione di forme e procedimenti per poterle ripetere.

Obiettivo fondamentale di queste attività è l’acquisizione di conoscenze informali sulla lingua scritta e l‘apprendimento di competenze linguistiche, dell’imparare ‘facendo’. La manipolazione è efficace per lo sviluppo dell’attività motoria delle mani e delle dita, propedeutica a tutte le competenze che ne prevedono l’uso come, ad esempio, la scrittura. In più, attraverso l’esplorazione sensoriale, i bambini inizieranno a familiarizzare con il concetto di trasformazione grazie all’uso di differenti materiali, (creta, sabbia, carta, stoffa, legno ecc..).

In sintesi, l’obiettivo generale del laboratorio è quello di promuovere non solo l’apprendimento dell’italiano in un contesto informale, ma anche l’offerta di  spazi di relazione e crescita per madri e i bambini in contesti diversi da quello familiare. In particolare i bambini impareranno a:

  • Sviluppare e padroneggiare le cosiddette ‘life skills‘, dei bambini, utili per affrontare in maniera costruttiva, creativa e proattiva l’incontro con gli altri.
  • Socializzare e costruire rapporti.
  • Utilizzare la lingua in contesti d’uso e per bisogni comunicativi reali.

Il racconto della Maestra Desiree

“Le mamme partecipano attivamente a tutte le attività proposte, come ad esempio la preparazione della pasta di sale, uno degli elementi indispensabili  per iniziare una qualsiasi attività di manipolazione: toccare differenti ingredienti, passare dalla finezza della farina al calore dell’acqua ha incuriosito sia grandi che piccini, i primi si sono stupiti di quanto possa bastare  poco, in termini di risorse,  per fare giocare i propri figli e tenerli impegnati durante un’attività ludica, i secondi perché  hanno esplorato un mondo a loro sconosciuto sentendosi liberi di far emergere la loro fantasia.

Non ci sono regole particolari che disciplinano le attività, ad esempio durante la pittura lascio dipingere i bambini e le mamme stando seduti per terra, a piedi scalzi, distesi sotto al tavolo, purché usino i colori e gli oggetti che sono stati introdotti e che rimettano tutto in ordine alla fine del laboratorio!

I bambini e le mamme partecipano volentieri a questo laboratorio, tanto che, anche durante i giorni nei quali non è previsto desiderano farlo, prendendomi per mano e portandomi nella stanza destinata alle attività. I piccoli stanno imparando la lingua italiana in maniera naturale, una mamma mi ha raccontato che la propria figlia ogni volta che torna a casa, canta e balla le canzoni proposte durante le attività e le chiede di tornare da “auntie (maestra)  Desiree”.

Ecco alcune immagini delle attività del laboratorio “Giocando s’impara”.

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