Il fiume dei “Positive Messengers” è a Perugia

Oggi a Perugia è stata ‘svelata’ l’opera di pittura collettiva a cui due classi del Liceo Sesto Properzio di Assisi e l’artista italo-argentino José Araoz hanno lavorato durante tre lunghi incontri. L’iniziativa è parte del progetto “Coalition for positive messengers”, co-finanziato dalla Commissione Europea, Dipartimento per la Giustizia, che coinvolge sette paesi europei (Bulgaria, Italia, Regno...

Oggi a Perugia è stata ‘svelata’ l’opera di pittura collettiva a cui due classi del Liceo Sesto Properzio di Assisi e l’artista italo-argentino José Araoz hanno lavorato durante tre lunghi incontri. L’iniziativa è parte del progetto “Coalition for positive messengers”, co-finanziato dalla Commissione Europea, Dipartimento per la Giustizia, che coinvolge sette paesi europei (Bulgaria, Italia, Regno Unito, Croazia, Repubblica Ceca, Romania, Grecia) e otto organizzazioni attive nel contrasto all’incitamento all’odio. Per l’Italia è realizzato da Forma.Azione.

Protagonisti gli studenti e le studentesse e Josè Carlos Araoz che insieme hanno lavorato all’opera d’arte, dalle dimensioni di 10 m x 2 e realizzata con colori acrilici.

Josè Carlos Araoz

Nelle parole dell’artista, “l’opera vuole rappresentare un fiume di messaggi positivi. I cerchi rappresentano le persone che si muovono, la mobilità di oggi. I quadrati le case, i diversi angoli di mondo in cui queste persone si spostano“.

I ragazzi e le ragazze della 2° A e 2° B (Scienze Umane ed Economico sociale) sono stati guidati dall’artista nella realizzazione di un prodotto artistico che esprimesse il contrasto all’incitamento all’odio, soprattutto quello online verso i migranti, rifugiati e minoranze. La promozione di una comunicazione alternativa a quella xenofoba è essenziale per le giovani generazioni e non solo e l’arte, in questo caso, si fa strumento privilegiato per tradurre il messaggio positivo degli studenti. Il lavoro sarà affisso a Perugia, in Via Enrico dal Pozzo (nei pressi di Porta Pesa) dal 16 al 30 maggio, con lo scopo anche di abbellire un angolo di città e offrirsi come spunto di rinascita per una narrazione positiva dei luoghi e delle persone che la abitano.

 

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