Dublino III – cos’è, come funziona e come potrà cambiare

Quello del Regolamento di Dublino è un tema di grande attualità, intorno al quale si stanno ridisegnando nuove equilibri politici ed alleanze in Europa. Per la rubrica ‘Normative’, di questa settimana cerchiamo di capire di cosa si tratta e come potrà cambiare, alla luce delle modifiche al vaglio delle istituzioni UE. Un po’ di storia L’attuale...

Quello del Regolamento di Dublino è un tema di grande attualità, intorno al quale si stanno ridisegnando nuove equilibri politici ed alleanze in Europa. Per la rubrica ‘Normative’, di questa settimana cerchiamo di capire di cosa si tratta e come potrà cambiare, alla luce delle modifiche al vaglio delle istituzioni UE.

Un po’ di storia

L’attuale versione del Regolamento di Dublino nasce dall’omonima Convenzione datata 1990, con la quale gli Stati europei scelsero, per la prima volta, di darsi una politica comune sul diritto d’asilo. Il muro di Berlino era appena caduto e l’Europa si affacciava ad una nuova fase, le cui parole chiave erano unione economica e libertà di circolazione. Negli anni se ne sono susseguite diverse versioni, fino ad approdare alla più recente, denominata Dublino III, entrata in vigore il 1 gennaio 2014.

Il criterio del Regolamento, oggetto di vivaci discussioni tra Stati, è quello che stabilisce quale sia il Paese membro competente nel prendere in carico le richieste d’asilo. La regola principale dispone che sia quello in cui il migrante viene fotosegnalato per primo, ad avere la responsabilità di decidere la sua domanda di protezione internazionale. Ulteriori criteri che possono far ricadere la competenza su uno Stato membro, sono la presenza di un familiare oppure aver avuto in passato la concessione di un visto per quel paese o di un titolo di soggiorno.

Facendo un esempio, se un cittadino senegalese, richiedente protezione internazionale, si trova in Germania, ma è l’Italia lo Stato in cui lo stesso è stato identificato per primo, le autorità di Berlino hanno la facoltà di inoltrare una richiesta di trasferimento del richiedente asilo a Roma, chiedendo alle autorità italiane di riprendere in carico il caso. Senza questa possibilità, il cittadino straniero potrebbe, per ipotesi, vantare molteplici domande di asilo aperte in più Stati europei, creando una sconveniente sovrapposizione di competenze. Il meccanismo di richieste di trasferimento verso lo Stato di primo approdo, è stato ampiamente utilizzato negli ultimi anni, tuttavia mediamente sembra avere avuto un esito positivo solamente nel 35% dei casi[1].

Modificare Dublino: i tentativi 

A partire dal 2015, l’aumento degli arrivi di richiedenti asilo in Europa, ha messo alla prova le politiche comunitarie ed in particolare ha dato dimostrazione, per ammissione delle stesse istituzioni europee, della debolezza del Regolamento di Dublino III. Infatti, la sproporzione nella distribuzione del carico dell’accoglienza fra alcuni Stati, in particolare quelli al confine, rispetto a tutti gli altri, sarebbe in contrasto con i principi di solidarietà ed equa ripartizione delle responsabilità, enunciati dal Trattato di Lisbona e disciplinati dall’articolo 80 del Trattato sul Funzionamento dell’UE (TFUE).

Le proposte di modifica avanzate nell’ultimo quinquennio sono molteplici. Fra tutte, quella della Commissione UE, ha prospettato di mantenere il criterio del primo ingresso, calmierato però con una eventuale soglia di emergenza superata la quale scatterebbe un meccanismo per la ripartizione dei richiedenti asilo.

L’unica proposta, invece, ad essere stata approvata dalla maggioranza dell’Europarlamento nel 2017, è stata quella presentata dal LIBE, la Commissione per le Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni, la quale prevederebbe l’introduzione di una suddivisione delle richieste di protezione internazionale per quote fisse (in base alla popolazione e al PIL dello Stato membro) e di un meccanismo che faciliterebbe le richieste di ricongiungimento familiare, allargando il concetto di “legame rilevante”. E’ su questa base che si sta discutendo, in queste settimane, per la costruzione di una nuova normativa europea per il diritto di asilo, già ribattezzata Regolamento di Dublino IV, che dovrà tenere conto del mutato clima politico che si respira in Europa oggi.

[1] Jesuit Migrant Service in “Dublin Regulation” – https://jrseurope.org/Advocacy?LID=834

 

Related Posts
Leave a Reply
Newsletter