Dossier Statistico Immigrazione 2019: gli stranieri e l’Umbria

Si è ripetuto anche per quest’anno l’ormai rituale appuntamento con la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione, realizzato da IDOS in partenariato con Confronti e il sostegno dei fondi dell’8 per mille della Chiesa Valdese. Per chi non lo conoscesse, Il Dossier Statistico Immigrazione è una rispettata pubblicazione annuale, fonte di dati per conoscere la realtà...

dossier statistico immigrazione 2019

Si è ripetuto anche per quest’anno l’ormai rituale appuntamento con la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione, realizzato da IDOS in partenariato con Confronti e il sostegno dei fondi dell’8 per mille della Chiesa Valdese.

Per chi non lo conoscesse, Il Dossier Statistico Immigrazione è una rispettata pubblicazione annuale, fonte di dati per conoscere la realtà dell’immigrazione in Italia e a livello regionale, e strumento importantissimo per quanti, associazioni e istituzioni, lavorano nel settore dell’immigrazione. Diamo un’occhiata ai dati riguardanti l’Umbria.

I numeri nella Regione

Al 1 gennaio 2019 gli stranieri residenti in Umbria sono 97.541, in diminuzione seguendo il trend registrato negli ultimi anni; l’incidenza sul totale della popolazione residente, complice il graduale decremento della popolazione locale, è invece cresciuto all’11,1% (rispetto al 10,8% del 2018), facendo dell’umbria una delle regione a più alta incidenza della popolazione non italiana sul totale regionale (dopo Emilia Romagna, Lombardia, Lazio e Toscana).

Tra gli stranieri, i cittadini extra-europei sono 62.898, con una forte presenza femminile e addirittura in crescita rispetto agli scorsi anni (58,9%). Nel 2018 sono nati 1074 bambini stranieri, che hanno in qualche modo contenuto il declino della natalità nella Regione.

Permesso di soggiorno e nuove acquisizioni di cittadinanza

dossier statistico immigrazione 2019

Tra gli stranieri residenti, il 65,1% è titolare di un permesso di durata illimitata (CE per lungo periodo soggiornanti o per familiari di cittadino comunitario residente); tra i motivi di rilascio di permessi di soggiorno temporanei la maggioranza assoluta è data da quelli familiari (51,1%), seguita de quelli lavorativi (26,5%), quasi il doppio di quelli concessi per asilo o per protezione umanitaria (13,8%).

Per quanto riguarda l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di residenti in Umbria nati in altri Paesi, nel 2018 si è registrato un calo, dovuto alla fase di consolidamento del fenomeno migratorio: si è passati da 2.560 a 1.692 acquisizioni.

Scuola

Come visto anche lo scorso anno, l’Umbria si colloca sopra la media nazionale: sono 16.663 gli studenti stranieri nella Regione (pari al 9,7% del totale), e di questi il 67,2% è nato in Italia.

Il discorso vale in particolare riguardo la scuola superiore: il 7,8% degli studenti liceali sono stranieri (quasi il doppio rispetto al dato italiano, fermo al 4,2%). Per quanto riguarda gli altri gradi scolastici, il numero maggiore di iscritti stranieri si conta nelle scuole primarie e secondarie di primo grado (14,7% del totale), rispettivamente con l’81,9% e il 65,3% di nati in Italia.

Nelle scuole di infanzia gli iscritti sono 3.025, di cui l’87,1% è nato in Italia.

Occupazione e imprese straniere

In Umbria, gli occupati nati all’estero rappresentano il 12,6% del totale dei lavoratori, in leggera crescita rispetto l’anno precedente e superiore rispetto alla media nazionale; di questi, la metà (per la precisione, il 49,8%) sono donne. Questo aumento ha determinato un contestuale calo del tasso di disoccupazione tra gli stranieri (ora al 19,4%), anche se il dato risulta in crescita rispetto al totale regionale (29,9%) per via della diminuzione del numero di disoccupati tra i locali.

Confermando il trend osservato negli scorsi anni, aumentano gli stranieri occupati nei servizi (è la stragrande maggioranza, il 65,9%) e nelle costruzioni, mentre risultano in calo gli occupati nel lavoro domestico (29,8% del totale), nell’industria (25,5%) e in agricoltura (8,6%).

Negli scorsi anni si è osservato come il numero di nuove imprese in Umbria risulta in aumento solo grazie all’imprenditoria straniera. Il 2018 non ha fatto eccezione, con le imprese italiane diminuite dello 0,4% e quelle straniere aumentate dell’1,7%: ora sono 8.391 (142 in più rispetto all’anno precedente), pari a circa il 9% del totale, di cui poco più di una su quattro (28,6%) condotte da cittadini comunitari.

Del totale degli imprenditori stranieri, 6.545 sono titolari di imprese individuali, concentrati nelle attività commerciali (34,8%) e nelle costruzioni (28,2%), mentre rimangono staccate le attività manifatturiere (7,2%). Rimane pressoché inalterato il quadro delle nazionalità di questi imprenditori, che per oltre la metà provengono da Marocco (17,1%), Romania (14,3%), Albania (13,3%), Cina (6,6%) o Nigeria (4,5%).

A rimanere costantemente bassa, e addirittura in calo, è anche la percentuale di occupati stranieri in professioni intellettuali e tecniche, pari al 4,8%: un dato più basso sia della media nazionale che della media delle Regioni del Centro Italia. Tra gli occupati stranieri, i lavoratori non qualificati e gli operai sono rispettivamente il 35 e il 33,4%, percentuali ben più alte rispetto a quelle registrate tra gli italiani (il 6,8 e il 25,1%, rispettivamente).

Questi dati però non riflettono la qualità dei lavoratori stranieri, che risultano in gran parte sovraistruiti (44,8%) e a volte sottoccupati (8,1%), in percentuali maggiori rispetto ai già alti numeri registrati tra i lavoratori italiani (rispettivamente il 32,3 e il 2,7%).

Il sistema di accoglienza

I dati raccolti confermano come siano in diminuzione gli immigrati coinvolti nel sistema di accoglienza, passando dai 2.666 del 2017 ai 2.205 di fine 2018, e infine ai 1.860 di metà 2019: al momento, rappresentano lo 0,2% della popolazione regionale. 430 di essi sono nella rete del Siproimi (ex Sprar).

 

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