Qui Corso Garibaldi, dove Giordania e Palestina lavorano insieme

Corso Garibaldi, un quartiere di Perugia che sta diventando sempre più multietnico, dove troviamo cibo dalla Cina, dalla Grecia, dal Medio Oriente. La maggior parte degli studenti internazionali abitano in questa zona. Prendono in affitto una casa con altri studenti, oppure un monolocale nelle vicinanze dell’Università degli Stranieri. Molti studiano l’italiano, vedono Perugia e le...

Corso Garibaldi, un quartiere di Perugia che sta diventando sempre più multietnico, dove troviamo cibo dalla Cina, dalla Grecia, dal Medio Oriente. La maggior parte degli studenti internazionali abitano in questa zona. Prendono in affitto una casa con altri studenti, oppure un monolocale nelle vicinanze dell’Università degli Stranieri.

Molti studiano l’italiano, vedono Perugia e le sue mura etrusche per la prima volta, immergendosi nei suoi caratteristici panorami verdi e collinari. Altri vi lavorano da anni, come Imad e Khalil. Il primo giordano e l’altro palestinese, sono colleghi di lavoro nell’ alimentari situato all’inizio della via,  dove odori e colori si mescolano e stimolano la nostra curiosità. La clientela che troviamo è soprattutto straniera, perché alcuni prodotti tipici sanno che possono trovarli solo qui.

Imad e Khalil accettano di buon grado di raccontarci come sono arrivati a Perugia e perché e noi… prendiamo nota.

Imad –  “Dovevo studiare l’italiano solo per sei mesi…poi sono rimasto!”

Imad dalla Giordania, è arrivato in Italia nel 2001 per studiare l’italiano. “Volevo imparare la lingua sei mesi e tornare in Giordania a fare la guida turistica, – ci racconta – poi con il tempo mi sono fermato qui, mi sono iscritto all’Università degli Stranieri al corso di laurea “Insegnamento della lingua italiana agli stranieri”. Lavora in un alimentari, in corso Garibaldi, insieme a un palestinese e un palestinese-libanese, conosciuti durante gli studi a Perugia.

Sono rimasto perché mi è piaciuta la vita. Perugia è una bella città, è una città tranquilla a misura d’uomo.” ci dice, “mi dicono che ormai  ho un accento perugino. Anche mia moglie è perugina. Perugia è una città che ho visto cambiare, a volte dico è una città accogliente per via dell’Università anche ma a volte penso il contrario. In fondo in fondo il centro di Perugia è fatto per accogliere gli studenti stranieri.

Gli chiediamo se ha mai considerato di tornare in Giordania. “Sono tornato per tre anni in Giordania (2009-2012), sempre a lavorare come guida turistica ma poi sono ritornato in Italia. Ormai sono italiano di adozione, che ti devo dire! Una volta, durante un giro turistico ho detto “tocca fa’ così” e una signora finito il tour mi ha fermato e mi ha chiesto: ma sei di Perugia? No perché ‘tocca fa’ lo diciamo solo a Perugia!”

Vogliamo saperne di più e allora gli  domandiamo se consiglierebbe ad un connazionale il trasferimento in Italia. “No, gli direi di non venire. L’Italia non la consiglierei né a livello di lavoro né di studio, ci sono altre opportunità in altri posti del mondo. Ad un giordano direi di non partire, che si sta meglio in Giordania.”

Con Imad affrontiamo anche l’attualità e gli chiediamo cosa ne pensa della situazione politica italiana.

“Tanti anni fa seguivo tutti i TG italiani, guardavo tutto e leggevo i giornali. Da qualche anno non leggo una notizia, perché penso che sia tutto una bufala. In Italia leggo il Manifesto e a livello giordano leggo alcuni giornali locali. Di Salvini non leggo nulla, lascio stare. Ma ho scoperto tanti ‘salviniani’ tra i miei amici , ho smesso di seguirli e non vedo niente di quello che pubblicano. Questo mi è dispiaciuto.  Salvini coglie il momento: anni fa attaccava i musulmani, oggi attacca gli africani. Cavalca l’onda. Salvini è ancora in campagna elettorale e tutto il mandato elettorale sarà così, una campagna elettorale costante.”

“Anche Perugia si è trasformata. Fra 8 mesi secondo me ci sono buone possibilità che vinca la Lega. Si vede nell’aria, io non frequento i bar ma la gente comune mi fa pensare che l’aria che tira è molto ‘salviniana’. Personalmente ammiro molto il Sindaco Andrea Romizi ma Perugia si sta trasformando. Spero che ciò non accada.”

C’è una parola nella tua lingua che aggiungeresti al vocabolario italiano?

Habibi”. Non vuole dire amore, –precisa–  si dice per dire ‘caro’, amico caro. Quando ci salutiamo diciamo ‘Salam habibi’. Questo è un mito da sfatare!”

Khalil – “Una parola in italiano che mi sta cuore? Ti voglio bene.”

“Sono arrivato nel 2006, ho iniziato l’Università ma alla lunga ho dovuto scegliere fra lavoro e studio e ho scelto di lavorare. Quando ho finito il liceo in Palestina facevo vari lavoretti nel commercio, poi ho deciso di partire per l’Italia, dove viveva già mio fratello.

Mi sono subito iscritto all’Università degli Stranieri per imparare la lingua. Ho fatto vari lavori, facchino, aiuto cuoco, lava piatti, cameriere etc..lavoro qui da quattro anni.”

Gli chiediamo  cosa ne pensa della città. “Perugia come città mi piace. Quando l’ho vissuta da studente era un ambiente vivace, dinamico ma ora è cambiato. Sicuramente vanta una grande mobilità internazionale. Dal punto di vista lavorativo però ci sono meno possibilità rispetto a prima. Non consiglierei a nessuno di venire qui a Perugia senza un lavoro. “

 

 

Related Posts
Leave a Reply
Newsletter