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Altrocioccolato, l’altra accoglienza: quella “a misura di ragazzo” dedicata ai minori stranieri

Ad Altrocioccolato 2018 quest’anno si parla anche dei ragazzi arrivati soli in italia e delle buone pratiche alternative di accoglienza a loro dedicate. L’edizione 2018 dell’evento che porterà al centro il cioccolato quello ‘buono davvero’ ed equosolidale a Città di Castello, vedrà anche l’organizzazione di conferenze, laboratori per bambini e molto altro. Dal 26 al 28...

Ad Altrocioccolato 2018 quest’anno si parla anche dei ragazzi arrivati soli in italia e delle buone pratiche alternative di accoglienza a loro dedicate.

L’edizione 2018 dell’evento che porterà al centro il cioccolato quello ‘buono davvero’ ed equosolidale a Città di Castello, vedrà anche l’organizzazione di conferenze, laboratori per bambini e molto altro.

Dal 26 al 28 ottobre lo stand di Cidis Onlus servirà da punto informativo e di riferimento per tutti coloro che vorranno saperne di più sulla realtà migratoria in Umbria e non solo. Sarà allestita la mostra fotografica “Fare Migrante” e ci sarà la possibilità di leggere dei libri ‘viventi’. Tutte le news sull’evento le troverete qui.

In particolare però,  lo stand sarà anche il luogo per parlare di minori soli non accompagnati e del progetto Mai più Soli – pratiche di accoglienza a misura di ragazzo.

Anche se al momento sono in maggioranza ragazzi, il trend è quello di un progressivo abbassamento dell’età media e di un intensificarsi degli arrivi di ragazze e bambine. I minori che arrivano in Italia soli si trovano in una condizione di grande vulnerabilità: hanno vissuto situazioni traumatiche e sono segnati dall’abbandono di luoghi e volti familiari, da perdite e abusi.

La situazione attuale e il bisogno di un’azione

In Italia, a giugno 2017 erano più di 17.000 i minorenni accolti nelle strutture di accoglienza. Sono nella maggior parte adolescenti, tra i 15 e i 17 anni arrivati in Italia da soli e provenienti principalmente da Gambia, Egitto, Albania, Eritrea, Somalia, Nigeria, Bangladesh e Mali.

A 18 anni, i ragazzi arrivati in Italia soli, sono costretti a lasciare i centri per minori che li hanno accolti per essere trasferiti, se nel frattempo hanno inoltrato domanda di asilo, in centri per adulti spesso poco idonei alle esigenze di un adolescente e geograficamente lontani dal posto in cui hanno vissuto sino a quel momento. Il rischio, in questo caso, è di essere nuovamente sradicati e perdere gli affetti e le abitudini faticosamente costruiti: gli amici, la scuola, gli operatori.

Ad oggi, con l’approvazione del Decreto immigrazione (cosiddetto Decreto Salvini) e l’abrogazione della protezione umanitaria, protezione della quale usufruivano per lo più i neo maggiorenni, l’orizzonte per questi ragazzi sembra via via allontanarsi e con esso vedono sfumare la possibilità di continuare il loro percorso di autonomia ed indipendenza.

Questi ragazzi hanno diritto per legge ad una famiglia e/o ad un tutore che si occupi del loro benessere, che protegga i loro diritti e promuova il loro interesse superiore.

Qual’è l’obiettivo di Mai Più Soli?

Mai più soli promuove interazioni e scambi di competenze tra i diversi attori coinvolti nella tutela dei giovani, differenziando gli interventi per i minorenni e per i ragazzi nella fase di passaggio alla maggiore età.

Per i primi, il progetto lavora all’inserimento in famiglia attraverso la messa a regime del sistema dei Tutori volontari e dell’Affido Familiare, realizzando contemporaneamente interventi di advocacy e tutela legale per la promozione del rispetto dei diritti dei ragazzi. I territori coinvolti sono sede di campagne di sensibilizzazione della popolazione sul tema, percorsi di formazione rivolti agli operatori dei servizi e alle persone che si candidano come affidatari e tutori per approfondire gli aspetti psicologici, relazionali, culturali e legali del processo di accoglienza.

Per i neomaggiorenni, il progetto sperimenta lo sviluppo di buone pratiche sostenibili alternative all’accoglienza in strutture che permettano di integrare risorse pubbliche e private e coinvolgano gli stessi ragazzi nella gestione. Ecco in una infografica i punti chiave di questo progetto:

I principi che guidano il progetto

  • Un ragazzo, una famiglia: un principio-guida del progetto, che ha animato la realizzazione di un video di sensibilizzazione per l’accoglienza in famiglia dei neo-maggiorenni, curato da Refugees Welcome Italia, nell’ambito di Mai più soli.
  • Coinvolgimento della società civile e delle comunità locali
  • Collaborazione fra pubblico e privato sociale
  • Complementarietà e ottimizzazione delle risorse
  • Sostenibilità nel lungo periodo.

Cosa puoi fare tu

Oggi, grazie alla legge 47/2017, la figura del tutore e l’istituto dell’affido familiare sono ritornati al centro dei diritti e del processo di integrazione dei minori soli. Il Progetto Mai più Soli vuole garantire un’accoglienza adatta ai minori che arrivano soli in Italia.

Al momento è possibile fare domanda per diventare famiglia affidataria di un minore o famiglia di accoglienza per un neo-maggiorenne. Per scoprire come non vi resta che visitare lo stand all’Altrocioccolato o cliccare qui.

Scheda di approfondimento del progetto scaricabile qui

Approfondimento sui minori stranieri non accompagnati qui

Sito ufficiale Never Alone: minoristranieri-neveralone.it

Il progetto Mai Più Soli partecipa a “Never Alone, per un domani possibile”, un’iniziativa promossa da Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione CON IL SUD, Enel Cuore Onlus, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino,  Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Fondazione Peppino Vismara. Never Alone si inserisce nel programma europeo EPIM – European Programme on Integration and Migration, un’iniziativa congiunta di varie fondazioni europee che dal 2005 anni lavorano sui temi della migrazione in Europa.

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