Allarghiamo i nostri “Orizzonti”! La giornata del Rifugiato a Perugia

Giovedì 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la Casa dell’Associazionismo di Perugia ha ospitato “Orizzonti“, l’evento organizzato da ANPI Perugia, Arci Solidarietà, Cidis Onlus e Cooperativa Perusia per celebrare questa importante occorrenza e sensibilizzare sulla realtà dell’essere rifugiati, sull’emarginazione, e sulle problematiche che chi abita in alcune regioni del mondo deve affrontare...

Giovedì 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la Casa dell’Associazionismo di Perugia ha ospitato “Orizzonti“, l’evento organizzato da ANPI Perugia, Arci Solidarietà, Cidis Onlus e Cooperativa Perusia per celebrare questa importante occorrenza e sensibilizzare sulla realtà dell’essere rifugiati, sull’emarginazione, e sulle problematiche che chi abita in alcune regioni del mondo deve affrontare quotidianamente. Non sono mancati alcuni punti informativi di Amnesty, ANPI, Mediterranea Saving Humans e del progetto “MaiPiùSoli!”, allo scopo di sensibilizzare i presenti alla giornata.

Non c’è modo migliore, per raccontare la realtà, delle storie di vita vissuta: a Orizzonti sono stati Charly e Bakary, due giovani uomini uniti dalle radici africane comuni (il primo è nato in Congo, il secondo in Mali) e dal loro presente di operatori per Cidis a Perugia, ma separati dalle diverse traiettorie che loro vite hanno seguito. E per rendere queste differenze ancora più esplicite, hanno parlato di sé stessi seguendo il canovaccio della cosiddetta “intervista doppia”:

“Sono nato in Mali, e sono cresciuto in Africa” contro “Sono nato in Congo, e sono cresciuto in Europa”; se Bakary dice “la mia famiglia si trova a 3,125 km di distanza”, Charly risponde “La mia famiglia vive a 30 minuti da qua”; e poi ancora riflessioni sulla vita a scuola o al lavoro, sull’arrivo in Italia, sulle possibilità di ottenere la cittadinanza.

Sono questi solo alcuni degli esempi che rendono le loro storie così diverse, tanto quanto sono diverse tra loro le storie di chi ha la fortuna o la possibilità di crescere in questa parte di mondo, e chi invece ha dovuto lottare e sacrificarsi per avere le stesse possibilità.

Dopo questo momento di vita vissuta e raccontata in prima persona, la parola è passata alla voce della poesia con tre componimenti declamati da Mario Eleno, di Teatro Porto Aperto: un estratto da “Canto di me stesso” di Walt Whitman, “Un innamorato” di Ashaf Fayadh, e “Casa” di Warsan Shire. Vi consigliamo di leggerle: sono poesie potenti, che colpiscono nella loro forza, perfettamente evocata anche dal moderatore di giornata. Mario Eleno non si è limitato infatti a recitare le poesie, spingendosi ad interpretarle con la propria voce e a sottolineare per ciascuna di esse un passaggio in particolare per alimentare la discussione tra i presenti, allo scopo di creare, con l’assistenza di mediatori delle associazioni organizzatrici, un “poema collettivo” da lasciare come testimonianza artistica e sunto dell’intera giornata.

A proposito di testimonianze artistiche, di grande impatto sono state quelle donate alla vista dei presenti dai pittori Kennedy e Simon Mgogo, che hanno dato sfoggio della propria arte realizzando nel chiostro dell Casa dell’Associazionismo alcuni quadri, e dalle tavole “Edu Jawà” realizzate da Giulio Mariotti dell’associazione Omphalos LGBTI, che raccontano con l’espressività del fumetto una storia di discriminazione per le preferenze sessuali realmente avvenuta in Nigeria.

Presente anche la fotografia con l’incontro con l’affermato fotografo Alfonso Della Corte, che ha scelto “Orizzonti” come tappa per la presentazione del suo libro “Africa Bianca – White Africa” sulle problematiche vissute da chi è affetto da albinismo in Malawi. Nella sala concessa dal Cinema Meliès si è parlato di Africa, povertà, dinamiche culturali e problemi medici, ma soprattutto umanità e speranza per tutti coloro che vivono la loro condizione in uno dei Paesi più poveri dell’Africa.

Alle storie è poi seguita la Storia, con la S maiuscola: è stata infatti la volta dell’intervento della prof.ssa Costantini, dell’Università di Perugia, a proposito del ruolo importante, ma troppo spesso dimenticato, di chi italiano non era ma ha comunque contribuito alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo: americani, francesi, soprattutto slavi (tra cui il montenegrino Milan Tomovic, a cui la sede perugina dell’ANPI “Bonfigli Tomovic” rende omaggio), perfino combattenti provenienti dalle colonie europee in Africa.

Per finire, la serata è stata dominata dalla musica, ma soprattutto dal buon cibo, rigorosamente multietnico: kebab turchi, ravioli cinesi, pietanze indiane e piatti sudanesi hanno aperto gli orizzonti culinari di tutti i presenti.

Come hanno detto gli organizzatori alla vigilia dell’evento: “la Giornata del Rifugiato è un po’ di tutti noi”. E dopo la grande partecipazione a “Orizzonti” speriamo che lo sia sempre di più.

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