“Alla mia piccola Sama”, una videolettera per raccontare la guerra e libertà

Nel 2011, all’inizio delle proteste contro Bashar al-Assad e della repressione spietata del regime, Waad è solo una studentessa di economia. Waad è una dei pochi che decidono di rimanere in Siria mentre la situazione precipita, arrivando alla guerra civile, e decide di essere non solo vittima ma anche testimone di ciò che succede attorno...

ALLA PICCOLA SAMA

Nel 2011, all’inizio delle proteste contro Bashar al-Assad e della repressione spietata del regime, Waad è solo una studentessa di economia. Waad è una dei pochi che decidono di rimanere in Siria mentre la situazione precipita, arrivando alla guerra civile, e decide di essere non solo vittima ma anche testimone di ciò che succede attorno a lei.

Armata della sua fotocamera in un mondo che sta cadendo a pezzi, inizia a documentare la spirale del suo Paese verso la rovina attraverso il racconto della sua storia personale, la sua esperienza come reporter per Channel 4 UK, il matrimonio con l’amico d’infanzia Hamza, la nascita della piccola Sama.

Proprio alla bambina è dedicato il documentario, che da una selezione di oltre 500 ore di girato cerca di fornire una prospettiva personale di quello che è un conflitto per chi la subisce: l’angoscia per il futuro e per i pericoli di una guerra che colpisce sopratutto i civili, il cibo sempre più scarso, la vita ordinaria che si interrompe bruscamente ed irrimediabilmente. Ma anche la vita che comunque va avanti, con il buonumore che comunque ricompare qua e là tra le difficoltà, la scelta di ribellarsi allo stato di cose, il lavoro dei medici nell’ultimo ospedale ancora funzionante in città.

E ancora, il percorso di crescita della ragazza in giovane reporter e madre nelle difficoltà, la vita quotidiana della famiglia, i primi passi in questo mondo della piccola Sama, a cui è indirizzata questa videolettera sull’importanza della libertà.

Alla mia piccola Sama” (To Sama), di Waad Al-Khateab ed  Edward Watts, è uno dei documentari più potenti ed apprezzati degli ultimi anni, con nomination in tutti i maggiori festival cinematografici e documentaristici, inclusi il BAFTA (dove ha vinto come Miglior Documentario) e agli Oscar 2020.

Fino al 3 giugno è possibile rivederlo a questo link, nel sito del Postmodernissimo

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