A scuola di integrazione con Impact Umbria

“IMPACT UMBRIA: integrazione dei migranti con politiche e azioni coprogettate sul territorio” è un progetto della Regione Umbria che propone differenti servizi gestiti da una qualificata ed ampia rete di partenariato. L’Azione 1, dedicata al mondo della scuola, è finalizzata all’empowerment del sistema scolastico, in continuità con un precedente progetto, “Qualità e diritti: prevenire l’abbandono...

impact azione 1 scuola

IMPACT UMBRIA: integrazione dei migranti con politiche e azioni coprogettate sul territorio” è un progetto della Regione Umbria che propone differenti servizi gestiti da una qualificata ed ampia rete di partenariato. L’Azione 1, dedicata al mondo della scuola, è finalizzata all’empowerment del sistema scolastico, in continuità con un precedente progetto, “Qualità e diritti: prevenire l’abbandono scolastico nella scuola di tutti”. Le scuole raggiunte dalle attività progettuali possono beneficiare di alcuni servizi rivolti agli studenti, alle famiglie straniere, ai docenti e al personale scolastico in un’ottica di rafforzamento del sistema e di tutti i soggetti coinvolti.

Le associazioni chiamate ad occuparsi delle attività rientranti nell’Azione 1 sono ABN, CSC, Frontiera Lavoro e Cidis Onlus, la cui azione si concentra tra l’altro sulle azioni di supporto linguistico, di educazione interculturale e di formazione rivolta ai docenti e riconosciuta dal Miur (DM 170/16). Le prime attività sono già partite coinvolgendo circa 60 studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado di Nocera Umbra ed Acquasparta, con laboratori di educazione interculturale e antidiscriminazione che hanno permesso agli alunni di approfondire i temi connessi all’hate speech. In molte altre scuole del territorio umbro le proposte partiranno da settembre, con attività dedicate anche ai bambini delle scuole d’infanzia.

In linea con quanto stabilito dall’Unesco in materia di educazione alla cittadinanza globale, i laboratori sono finalizzati ad ampliare gli orizzonti educativi ponendo al centro temi connessi ai diritti umani, alla giustizia sociale ed economica, all’intercultura. I laboratori portano in classe attività per sensibilizzare gli studenti e sviluppare insieme un pensiero critico rispetto a diversi argomenti; momenti e spazi per riflettere sul fenomeno dell’hate speech e sul valore delle parole; laboratori per esercitare il decentramento del punto di vista e favorire una riflessione consapevole sulle tematiche interculturali.impact azione 1 scuola

Le attività proposte mirano a coinvolgere attivamente gli studenti utilizzando diverse tecniche partecipative. Tutto ciò contribuisce a far emergere i vissuti personali dei ragazzi rispetto all’argomento trattato, privilegiando quindi un approccio di tipo esperienziale. In questa prospettiva, l’apprendimento diviene un modo per conoscere nel­la profondità se stessi e lasciare che il proprio sé interiore emerga e si esprima anche grazie al ricorso a differenti linguaggi espressivi.

In concreto, due sono stati i laboratori ideati per i ragazzi coinvolti nel progetto. Il primo, dal titolo LA GRANDE FABBRICA DELLE PAROLE, è stato un laboratorio per riflettere su hate speech e valore delle parole. Il laboratorio è stato presentato, con attività diverse a seconda delle età dei bambini, in una classe della scuola primaria e in una della scuola secondaria di primo grado.

Per la classe della primaria tutto è iniziato dalla lettura di un testo, intitolato appunto La grande fabbrica delle parole (di Agnès de Lestrade, ed. Terre di Mezzo), a cui sono seguite riflessioni sul valore delle parole e una serie di giochi e attività a queste collegati: per esempio “il bowling delle parole”, in cui i bambini, divisi in gruppi, giocando a bowling hanno guadagnato punti che equivalevano a lettere dell’alfabeto, con le quali creare parole; o la  costruzione di farfalle in cui scrivere la cosa più importante che si può fare con le parole, come “fare amicizia”, “scusarsi”, “esprimere idee”, …

Nel secondo incontro, partendo da un altro testo dal titolo Il ponte dei bambini  (di Max Bollingere e Stepàn Zvrel, ed. Bohem Press Italia), bambini ed educatori hanno ragionato prima in gruppo e poi a coppie sulle parole che feriscono e quelle che ci fanno stare bene insieme agli altri; poi con la tecnica artistica del graffito è stato costruito un “ponte” in cui ciascun bambino ha scritto le “parole ponte”, cioè quelle parole utili a creare relazioni positive in classe.

Nell’ultimo incontro è stata la volta di un gioco collaborativo, in cui i bambini, dopo aver “pescato” dei mattoncini con le lettere per formare le “parole ponte”, hanno costruito un ponte con parole positive.

Con i ragazzi della scuola media invece è stato affrontato in modo più approfondito il tema dell’hate speech, grazie a video, brani e giochi di movimento (per esempio, con una caccia al tesoro del testo in cui  i ragazzi avevano una parte del testo e dovevano cercare le altre parti disseminate nella classe).

Il secondo incontro ha visto i bambini impegnati in giochi di movimento e attività di simulazione, e poi momenti di valutazione e condivisione dell’esperienza per poter far emergere i vissuti di ogni studente. I ragazzi hanno potuto riflettere sulle situazioni reali in cui l’utilizzo delle parole (sia in situazioni reali che online) porta a conseguenze negative .

Durante l’ultimo incontro i ragazzi hanno costruito l'”albero delle parole positive”, da usare in classe per rafforzare i legami tra di loro.

impact azione 1 scuola

Il secondo laboratorio, dal titolo IL PAESE DEI COLORI, rivolto a due classi della scuola primaria, aveva come obiettivo quello di lavorare sulla costruzione del gruppo classe e sulla valorizzazione della diversità in termini interculturali. Come nel primo laboratorio, anche il secondo è iniziato con la lettura di un brano (Il paese dei colori di paolo Marabotto, ed. Lapis), per poi passare a giochi di conoscenza e di movimento per dare ai bambini spazi per l’incontro e la conoscenza reciproca: per esempio, i bambini bendati dovevano toccarsi e riconoscersi oppure dovevano intervistarsi avendo come traccia solo delle immagini.

Nel secondo incontro, i bambini hanno fatto degli esperimenti con i colori per scoprire i colori primari e secondari e le gradazioni tonali, per poi costruire con le tecniche imparate il paese dei colori della classe: ognuno ha dipinto con le tempere il suo castello, per poi riunire tutti i castelli in un collage.

La valorizzazione del pluralismo in ambito scolastico, passa attraverso l’incontro con l’alterità grazie alla quale gli studenti e le studentesse hanno l’opportunità di ripensare se stessi e le proprie identità personali in un gioco di specchi ed interconnessioni con le identità degli altri utili allo sviluppo di life skills che arricchiscano bambini e ragazzi come futuri cittadini e non solo come studenti.

Si propone la lettura di brani tutti seduti sul tappeto, giochi di movimento, contatto fisico e collaborazione, giochi di simulazione. Tutte proposte per creare in classe in primo luogo un clima sereno e propositivo, migliorare le relazioni interpersonali e lavorare sulle tematiche in oggetto.

Gli studenti coinvolti si sono dimostrati entusiasti e hanno apprezzato le modalità di lavoro proposte condividendone nei momenti di valutazione gli aspetti positivi. Anche i docenti hanno manifestato il loro apprezzamento per la qualità delle attività e la varietà delle proposte che valorizzano le diverse intelligenze all’interno della classe.

Ma cosa pensano i protagonisti delle attività svolte?

Studenti:

“Queste attività mi sono piaciute molto, mi hanno aiutato a riflettere su molte cose. La mia attività preferita è stata quella di costruire il ponte, la ripeterei volentieri”
“Mi è piaciuto tantissimo fare gli esperimenti con i colori”
“Mi è piaciuto lavorare in gruppo perché siamo stati bene insieme”

Insegnante:

“Esperienza molto positiva per la conduzione e qualità del materiale didattico, auspico la possibilità di organizzare altri laboratori”

Ora il progetto continuerà, anche dopo la chiusura dei laboratori, contribuendo all’ideazione di attività e supportando i docenti nel loro complesso lavoro quotidiano, per far sì che i risultati positivi ottenuti possano essere ripresi e sviluppati durante l’anno scolastico, collegandosi ai programmi scolastici.

Related Posts
Leave a Reply

Newsletter