Rosana, dal Brasile all’Umbria

Dal Brasile all’Umbria: quando sei arrivata, cosa ti ha spinto a partire? Sono arrivata in Umbria, a Perugia, nel lontano 1986. La mia permanenza, della durata di 6 mesi, era finalizzata allo studio della lingua italiana presso l’Università per Stranieri, ma la mia motivazione più grande era quella di conoscere l’Italia, questo paese meraviglioso dove...

Dal Brasile all’Umbria: quando sei arrivata, cosa ti ha spinto a partire?

Sono arrivata in Umbria, a Perugia, nel lontano 1986. La mia permanenza, della durata di 6 mesi, era finalizzata allo studio della lingua italiana presso l’Università per Stranieri, ma la mia motivazione più grande era quella di conoscere l’Italia, questo paese meraviglioso dove sono nati i miei bisnonni e che ho sempre sentito nominare nel corso della mia infanzia.

 La prima cosa che hai pensato quando sei arrivata in Umbria?

Confesso che sono rimasta un può delusa. Non avevo mai visto una città cosi antica e tutto mi sembrava troppo grigio e freddo. Mi mancavano i colori, mi mancava quello cielo azzurro e incantevole del Brasile, non c’era quell’allegria, quell’atmosfera felice e spensierata e cui ero abituata. Ma è bastato poco tempo per farmi cambiare idea. Come non innamorarsi di questa bella regione che ha tanti luoghi incantevoli, che è ricca di storia, di tradizioni e anche, mia grande passione, di eccellenze culinarie? Come posso non apprezzarla, se penso che mi ha dato l’occasione di formare una famiglia e di avere due splendidi figli?

Cosa ti piacerebbe insegnare, a parte la lingua (che già insegni!), ai tuoi concittadini umbri?

Insegnare è una parola troppo forte! Penso invece che dagli umbri ho imparato molto e che ancora ho molto da imparare. Ma, se potessi fare qualcosa per loro, stamperei più sorrisi nelle loro facce, più gioia di vivere, cercherei di far loro vedere il mondo con altri occhi, infine, me piacerebbe che fossero più felici e più aperti di quello che sono.

Nei primi anni della mia permanenza in Umbria ho fatto un corso ed ho imparato a fare l’orafa, professione che non conoscevo per nulla. L’Umbria inoltre mi ha dato la possibilità di insegnare la lingua portoghese nella Scuola Lingue Estere dell’Esercito (SLEE), mi ha fornito le motivazioni per acquisire una seconda laurea, mi ha dato la gioia di imparare a coltivare i fiori e di tenere un piccolo orto.

Una parola o un concetto in portoghese che secondo te manca nel dizionario italiano?

Ah, è la “saudade”! La saudade non si può definire come nostalgia. La saudade è quel desiderio di stare in compagnia, quel dolore profondo causato dall’ assenza di coloro a cui vogliamo bene. La saudade ti insegna a vivere intensamente tutti i minuti, a valorizzare di più il tempo, ad apprezzare in modo incondizionato le amicizie e quello che uno possiede. Siccome la vita è breve, la saudade ci insegna molto spesso a concludere, guardandoci intorno, che abbiamo tutto, ma veramente tutto per essere felici.

Un’espressione in dialetto perugino che ti piace?

“Cocchin del bebo”! E uso molto spesso “Che c’è da dì?!”. E’ troppo forte!

Grazie Rosana per averci raccontato un po’ di te.

Related Posts
Leave a Reply

Newsletter