Il progetto CIC to CIC: il successo e il premio Label europeo delle lingue 2018

La Regione Umbria è tra i vincitori del Label europeo delle lingue 2018, prestigioso riconoscimento istituito dalla Commissione Europea per iniziative innovative volte a favorire l’apprendimento delle lingue straniere, per promuovere una maggiore integrazione culturale e sociale. Il Label è stato assegnato a “CIC to CIC – Corsi Integrati di Cittadinanza – Conoscere l’Italiano per Comunicare!”,...

La Regione Umbria è tra i vincitori del Label europeo delle lingue 2018, prestigioso riconoscimento istituito dalla Commissione Europea per iniziative innovative volte a favorire l’apprendimento delle lingue straniere, per promuovere una maggiore integrazione culturale e sociale. Il Label è stato assegnato a “CIC to CIC – Corsi Integrati di Cittadinanza – Conoscere l’Italiano per Comunicare!”, progetto di formazione civico linguistica per cittadini non comunitari, finanziato dal Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), con il quale la Regione Umbria ha garantito nel biennio 2016/2018 l’apprendimento da parte dei cittadini dei Paesi Terzi, della lingua, della storia e delle istituzioni della società italiana, con il fine di promuovere una piena integrazione sociale.

Un progetto di rete, realizzato in partenariato con i due C.P.I.A. regionali di Perugia e Terni (centri provinciali istruzione adulti), l’Ufficio Scolastico Regionale, l’Università per stranieri di Perugia ed enti del terzo settore (Cidis Onlus e CSC Cooperativa Sociale).

Il progetto ha sviluppato percorsi di italiano, secondo i livelli base del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), offerto attività formative sperimentali in risposta alle diverse necessità di accesso al mondo del lavoro dei partecipanti, e realizzato una serie diversificata di azioni, basate su tre pilastri fondamentali: azioni formative, servizi complementari e servizi strumentali.

Importante successo di numeri, il partenariato ha portato 266 studenti alla certificazione in A2, ben il 35% degli iscritti alle attività formative (767) con il conseguimento della certificazione A2 anche per alcune donne che partendo da una condizione di forte vulnerabilità e di semianalfabetismo, hanno di fatto acquisito maggiore autonomia nella vita quotidiana. Riconoscendo i bisogni di particolari categorie vulnerabili (soprattutto donne), il progetto ha promosso corsi di prossimità rivolti a soggetti in situazioni di isolamento territoriale, culturale e di difficoltà nell’accesso ai corsi “standard”, prevedendo per questi moduli specialistici ritagliati sulle necessità e sui i profili degli apprendenti (micro-lingua, autoapprendimento). Il progetto ha raggiunto oltre 1350 “destinatari diretti” tra cittadini di Paesi Terzi e operatori coinvolti nelle diverse attività.

Sempre nell’ottica di un apprendimento della lingua finalizzato a strutturare un rapporto forte con il territorio, il progetto ha offerto un servizio di mediazione linguistico culturale che ha orientato e accompagnato i corsisti ai servizi, ma soprattutto ha permesso di facilitare l’incontro tra nuovi cittadini e comunità di accoglienza.

Tra i servizi strumentali del progetto: l’aggiornamento dei docenti su normative europee e politiche linguistiche dell’UE, testing e linee guida sui moduli sperimentali di preA1 e B1 e ‘nuove migrazioni’ e la produzione di materiale ludico-didattico per l’insegnamento-apprendimento dell’italiano L2 per ragazzi e adulti stranieri. Un’attività che ha prodotto un gioco dal titolo “Indovina la parola”, una versione del noto Taboo, diviso per i tre livelli A1, A2 e B1 e completo di un “libretto per le istruzioni” per gli insegnanti, scaricabile al sito “Indovina la parola”) di Cidis Onlus.

Un sistema linguistico regionale che concepisce i servizi all’apprendimento della lingua calati nel contesto reale di vita del target a cui si rivolge, ecco dunque disponibili attività complementari come: il servizio di babysitting strutturato in percorsi laboratoriali, ludici ed educativi, per permettere l’effettiva partecipazione ai corsi delle cittadine immigrate con figli; l’autoapprendimento guidato per cittadini immigrati che per questioni lavorative, logistiche o organizzative non possono frequentare i corsi di lingua in aula; i corsi di microlingua della scuola per facilitare il dialogo tra genitori e istituzione scolastica, i corsi di microlingua del lavoro ed il corso di italiano per la patente. Accanto a questi anche attività manuali, come i laboratori artigianali di manipolazione, dedicati a donne e titolari di protezione internazionale e umanitaria come attività di valorizzazione delle competenze individuali, linguistiche, creative e partecipative e i Bus didattici, che legano la scoperta del territorio all’educazione linguistica e civica di tutti.

Nelle parole della Dott.ssa Eleonora Bigi, responsabile del progetto, “elementi di successo del progetto sono stati soprattutto la priorità data al riconoscimento del capitale umano del cittadino migrante (la sua lingua madre, il suo percorso personale o la sua esperienza professionale), ma, soprattutto, le opportunità che abbiamo potuto offrire ai nuovi cittadini grazie all’uso di risorse europee per l’arricchimento di questo capitale a sostegno del processo di integrazione. Oltre a ciò, asse portante del progetto e dei vari interventi in cui esso si è articolato è stata l’attenzione alla complessità, posto che i migranti non sono assimilabili ad una medesima categoria di discenti e i loro bisogni di apprendimento sono diversificati; complessità di cui hanno saputo tenere conto le misure adottate e i metodi di insegnamento. In sintesi, il successo del progetto è stato determinato dalla strategia multiazione posta in essere da un partenariato composito, espressione di una forte sinergia pubblico privato, che ha permesso la realizzazione di molteplici attività e a ciascun partner di esprimere al meglio le sue potenzialità.

Con riferimento all’identificazione dei bisogni della popolazione migrante, il ruolo del Terzo settore, grazie alle proprie competenze in materia di orientamento e mediazione culturale, all’approfondita conoscenza del panorama migratorio, è stato cruciale nel sostegno alle scuole, permettendo loro di migliorare la propria capacità di risposta alle necessità degli immigrati, anche consentendo di rispondere ad una specificità della regione Umbria, caratterizzata da un grande numero di piccoli centri non sempre ben collegati e vicini ai punti di erogazione dei CPIA, laddove la capillarità degli interventi erogati dai partner del privato sociale ha potuto garantire il coinvolgimento di cittadini stranieri territorialmente isolati.

Il progetto CIC to CIC continuerà anche nel 2019 e 2020, sempre finanziato da fondi FAMI, con una consistente attività formativa che coinvolgerà anche persone analfabete (cd. Livello alfa) e semianalfabeti (liv. pre A1).

Il “Label europeo delle lingue 2018”, assegnato dall’Agenzia Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca EDUCATIVA), verrà ufficialmente consegnato alla Regione Umbria il prossimo mese di maggio, nell’ambito del Festival d’Europa in programma a Firenze.

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