Benvenuto a Gabriele, così piccolo e già così italiano

Com’è tradizione, nei primi giorni dell’anno, si respira ancora un’atmosfera di festa. I visi rasserenati dalle vacanze natalizie, si preparano ad affrontare un nuovo ciclo, carichi di pace e buoni propositi. Ed è in questi giorni di passaggio, che ci si lascia alle spalle le preoccupazioni dell’anno appena terminato, e con slancio si guarda al...

Com’è tradizione, nei primi giorni dell’anno, si respira ancora un’atmosfera di festa. I visi rasserenati dalle vacanze natalizie, si preparano ad affrontare un nuovo ciclo, carichi di pace e buoni propositi. Ed è in questi giorni di passaggio, che ci si lascia alle spalle le preoccupazioni dell’anno appena terminato, e con slancio si guarda al futuro, sperando che i mesi a venire portino con sé piacevoli novità.

Sarà per questo che una nota testata locale ha voluto lanciare il 2 gennaio un messaggio di distensione e armonia, certamente per dare un segnale di rottura con le difficoltà e la confusione che oggi caratterizzano la narrativa sull’immigrazione. Così, trattando la lieta e oramai usuale notizia di cronaca di inizio anno, sulle prime nascite di questo 2019, ha scelto di titolare l’articolo di apertura con un conciliante “Gabriele batte la concorrenza straniera”.

Il bimbo in questione è nato poco dopo la mezzanotte in quel di Foligno e nella foto scelta per la prima pagina dal quotidiano umbro, è raffigurato nel letto d’ospedale in compagnia dei genitori, mentre con una manina pare che nasconda il roseo visino dall’obiettivo. Forse un gesto di semplice pudore, un movimento spontaneo.

A noi, invece, piace immaginarla come la prima forma di protesta della sua vita. La manifestazione di dissenso di un bimbo innocente che, soltanto poche ore dopo aver visto la luce, è già stato lanciato nella pista della competizione più in voga di questi tempi, quella fra italiani e stranieri. Magari Gabriele ha già scelto di non voler partecipare. Con quella mano ci vuole dire di non sentirsi orgoglioso di essere nato per primo, di essere nato italiano, ma semplicemente di essere venuto al mondo. Noi gli auguriamo di crescere forte, sano e senza pregiudizi. Ci auguriamo inoltre che fra tanti anni, quando andrà a ritrovare quell’articolo, il sentire comune sarà tanto cambiato che quel titolo così gratuito e forzato, gli sembrerà il triste segno di un passato, in cui essere razzisti, in fondo, normale era diventato.

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